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Covid, continua il giallo Arcuri. Buonguerrieri (Fdi): “Va sentito ancora”

Il capogruppo Fdi in commissione Covid Alice Buonguerrieri è amareggiata per l’audizione dell’ex commissario all’Emergenza Domenico Arcuri

Domenico Arcuri durante l'audizione alla commissione parlamentare di inchiesta sulla gestione dell'emergenza sanitaria causata dalla diffusione epidemica del COVID, Palazzo San Mucuto, Roma 28 luglio 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI

«Certo che lo risentiremo». Il capogruppo Fdi in commissione Covid Alice Buonguerrieri è amareggiata per l’audizione dell’ex commissario all’Emergenza Domenico Arcuri: «Il testo letto sotto giuramento è stato redatto da un soggetto terzo e diffuso a tutti prima del deposito - che al Giornale non risulta ancora effettuato, ndr - Arcuri con chi lo ha concordato o condiviso? Con il Pd? Con il M5S? Con Conte che ha visto qualche settimana fa?». Domande senza risposta, in attesa dell’indagine chiesta dai capigruppo Galeazzo Bignami e Lucio Malan ai presidenti di Camera e Senato. Non solo:

un esame testimoniale «deve rispettare le caratteristiche di originalità, attendibilità e genuinità, la condivisione del testo e la acclarata fuga di notizie possono avere rilevanza anche sul piano penale oltre che procedurale», ricorda la Buonguerrieri. Nella relazione che «rimbalzava già in Rete», come sottolinea Francesco Cianchitto (Fdi), ci sono anche diverse imprecisioni. La distinzione che Arcuri non fa tra le mascherine con marchio CE assente e marchio CE contraffatto/illegittimo è ingannevole. Le Dogane hanno smentito l’interpretazione che Arcuri ha fatto di una recente circolare per sdoganare quelle dei consorzi fantasma Wenzhou

Moon-Ray, Wenzhou Light e Luokai Trade. Per delle mascherine prive di certificati attendibili comprate tra il 25 marzo e il 15 aprile 2020 tramite il faccendiere Mario Benotti (che lui conosceva) per 1,25 miliardi, con commissioni milionarie e pagamenti anticipati. E senza che - lo dice la Guardia di Finanza - nessuna delle 36 aziende produttrici fosse nella white list delle imprese cinesi autorizzate da Pechino all’export. Ma Arcuri ne era a conoscenza dal 13 aprile. Perché le comprò da loro?

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