De Benedetti vittima del fanatismo del suo giornale

Un'azienda chiusa dalle toghe è sempre una sconfitta per il Paese. Ma sono sconfitti anche i tifosi delle procure?

De Benedetti vittima del fanatismo del suo giornale

Il gip di Savona ha sequestrato la centrale elettrica a carbone di Vado Ligure controllata al 39% dai De Benedetti. Le emissioni inquinanti avrebbero provocato circa 450 morti tra il 2000 e il 2007. E adesso come la metteranno a Repubblica, sentinella delle toghe politicizzate? Difenderà ancora i magistrati o metterà il silenziatore all'inchiesta? L'unico «capitalismo irresponsabile» resterà quello dell'Ilva di Taranto, oggetto di una campagna martellante del quotidiano di Ezio Mauro?

Un'azienda chiusa da un magistrato è sempre una sconfitta per il Paese. Ma sono sconfitti anche i tifosi delle procure interventiste? Come l'Ilva, anche la Tirreno Power viene sigillata per evitare che un luogo di lavoro possa uccidere, e in entrambi i casi i magistrati sottolineano presunte «negligenze» imprenditoriali. Sorgenia acquisì la centrale nel 2002, e allora Repubblica esultava per il successo imprenditoriale della «cordata messa a punto dalla Cir», cioè la finanziaria di Carlo De Benedetti. Ieri su Repubblica.it la notizia non aveva grande rilievo; oggi vedremo se, dopo la condanna preventiva del «sistema Ilva», anzi del «sistema Riva», si aprirà un processo sommario anche contro gli impianti di Vado e i suoi proprietari.

Saranno pubblicati gli atti dell'inchiesta, secondo lo «stile Repubblica»? I «veleni dell'Ilva» hanno «appestato, insieme all'aria, all'acqua, al suolo di Taranto, il tessuto connettivo della politica, della pubblica amministrazione, dei controlli»: i veleni della Tirreno Power saranno raccontati con la stessa schiena dritta? Domanda retorica: Repubblica seguirà la solita doppia morale della sinistra, inflessibile con l'Ilva dato che «il cuore e il portafoglio dei Riva battono a destra» e indulgente con il proprio editore, tessera numero 1 del Pd.

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