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Decolla Gualtieri, il “chitarrista” che incanta a sinistra

Conte è pronto a farsi da parte ma Schlein nicchia. Il sindaco piace ai riformisti e massimalisti: “Non litiga mai”

Primo cittadino Roberto Gualtieri, sindaco della Capitale, corteggiato per le Politiche

Il terzo uomo ha superato la prima fila del campo largo. Roberto Gualtieri sembra essere adesso in pole position. Perché piace a tutti: alla sinistra, ai 5Stelle e ai cespugli centristi. Dietro inseguono Elly Schlein e Giuseppe Conte. Se però la segretaria non deflette, il leader del M5S si dice pronto a cedere il passo al primo cittadino della Capitale, come anticipato da il Giornale. E così colui che non nasce leader ma fin da giovane si è distinto per essere una testa pensante della sinistra romana si potrebbe ritrovare presto a dover guidare la coalizione progressista. Classe ’66, romano, tifosissimo della Roma, studiosissimo fin dalla tenera età, allievo brillante del notissimo Liceo Visconti, studi di storia all’università con tanto di media del trenta, poi docente di Storia, legatissimo a Beppe Vacca, già vicepresidente dell’Istituto Gramsci, ecco Gualtieri fin da giovanissimo si distingue per l’attivismo politico all’interno della Figc e per la passionaccia per la musica: «Inizio a studiare la batteria. Dopodiché passo alla chitarra, prima classica e poi jazz. Erano gli anni di Falcao alla Roma, dei grandi festival di musica brasiliana nella Capitale. Facemmo anche un gruppo musicale che suonava nei locali. Il nostro pianista era Giovanni Guaccero». La politica come servizio ma la musica come passione. E quella chitarra che porta sempre a portata di mano per intonare le note dolci della bossa nova. Riservato, le vacanze sempre in Grecia a Koroni dove c’è anche Vacca, le amicizie con il potente parlamentare Claudio Mancini e lo storico Umberto Gentiloni, il rapporto con il mondo dalemiano. Gualtieri viene considerato un profilo che federa e non divide. Dice un amico: «Non litiga con nessuno».

A un tratto, quasi per caso, si riscopre da europarlamentare grande esperto di questioni economiche, così da presiedere la commissione più importante del Parlamento. Da quella postazione diviene il punto di riferimento della tecnocrazia europea e soprattutto un profilo di altissima affidabilità. È la ragione per cui Giuseppe Conte lo sceglie come ministro dell’Economia nel governo giallorosso: «Roberto, quel posto è solo per te». Da inquilino del dicastero di via Venti Settembre lavora fianco a fianco con l’avvocato del popolo e gioca di sponda con l’ex capo dell’Agenzia delle Entrata, quell’Ernesto Maria Ruffini che fra tre giorni lancerà un nuovo partito e che di sicuro non si opporrebbe a Roberto for President. Da sindaco poi mette da parte la mitezza forse perché costretto dal ruolo o forse perché a un certo punto ci ha anche preso gusto diffondendo video sui social in cui si è trasformato in una sorta di Piero Angela delle decine e decine di cantieri aperti nella Capitale. A proposito di Roma, è il sindaco della Capitale che consegnerà ai romanisti il nuovo stadio: «Ogni volta che vado in giro mi chiedono sempre: Quando lo famo lo stadio. Adesso lo avranno». E forse avranno anche un sindaco frontman del campo largo.