Dl lavoro, arriva l'emendamento Berlusconi

Mussolini: "L'emendamento Berlusconi oltre alla fascia dei 15-29 sulla defiscalizzazione dei neoassunti, sposta la fascia sugli inoccupati e disoccupati di lunga data". Altri otto emendamenti del governo

Dl lavoro, arriva l'emendamento Berlusconi

Silvio Berlusconi torna alla carica. E questa volta lo fa prestando il proprio nome a un emendamento sul dl lavoro.

Lo ha annunciato la senatrice azzurra Alessandra Mussolini, capogruppo del partito in commissione, spiegando che Forza Italia presenterà un emendamento al "Job Act" a prima firma di Berlusconi. "L'emendamento Berlusconi - spiega la senatrice - oltre alla fascia dei 15-29 sulla defiscalizzazione dei neoassunti, sposta la fascia sugli inoccupati e disoccupati di lunga data. Mi auguro possa trovare un consenso all'interno della commissione, noi non abbiamo pregiudizi"

La Mussolini avverte il presidente di commissione Maurizio Sacconi, di Ncd: "Sarebbe incoerente da parte sua, lui che si è battuto per l'apprendistato e per allargare il mondo del lavoro, avere una posizione contraria ai nostri emendamenti. Anche perché purtroppo con le modifiche alla Camera questo provvedimento si è 'fornerizzato', cioè ci sono delle condizioni che impediscono ai giovani di entrare nel mondo del lavoro."

Su posizioni simili a quelle della Mussolini si è schierata anche Anna Cinzia Bonfrisco, membro della stessa commissione: "Si deve migliorare questo testo, che risponde a una logica dirigista e tutta sindacale - ha dichiarato la senatrice azzurra - Il limite del 20% è anacronistico, sapendo che le imprese nel nostro Paese hanno una media di assunti di 9 persone. Quel limite è davvero molto basso e si costringono le imprese a trasformare alcuni di quei contratti prima di poter assumere altri apprendisti. Questo è un blocco ai giovani, a chi deve imparare un lavoro. Siamo per favorire chi deve entrare nel mercato del lavoro".

La commissione lavoro è stata convocata per oggi alle 12.30 per esaminare agli emendamenti al dl lavoro già approvato dalla Camera: i singoli emendamenti dovrebbero poi essere votati da lunedì.

Da parte del governo sono stati presentati otto emendamenti, frutto dell'accordo tra le diverse componenti della maggioranza. Gli emendamenti depositati dall'esecutivo coinvolgono diversi aspetti della riforma del lavoro, dalla trasformazione in sanzione monetaria (invece dell'obbligo di assunzione) per le aziende che sforano il tetto del 20% di contratti a tempo determinato a novità per gli apprendisti; ma comprendono anche lo stop del limite per i contratti a termine negli enti di ricerca.

Quest'ultima misura, spiega il sottosegretario al Lavoro Luigi Bobba "è stata sollecitata in particolare da Pd e Sc ma è ampiamente condivisa ed è una misura positiva per il governo". Sul tema dell'apprendistato, è stato innalzata da 30 a 50 dipendenti la soglia dimensionale delle aziende al di sopra della quale vale il vincolo di trasformazione del 20% dei contratti. Si potrà inoltre sottoscrivere il contratto di apprendistato "anche a tempo determinato per lo svolgimento di attività stagionali"

Commento agrodolce dell'ex ministro del Lavoro Maurizio Sacconi, ora nel Nuovo Centrodestra di Alfano: "Emendamenti governo su dl lavoro nella giusta direzione. Si poteva fare di più ma nel governo c'è anche il Pd", ha scritto su Twitter l'ex titolare del Lavoro.

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