Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 10:55
In evidenzaAggiornato alle ore 10:55
Interni

Domiciliari ai tossicodipendenti. Riconoscimento facciale, è scontro

Il ministro Nordio: “È epocale, 10mila detenuti fuori dalle carceri”. Poi il governo va avanti anche sull’utilizzo dell’intelligenza artificiale per gli agenti. Ma il centrosinistra si infuria e dice no per l’ennesima volta

Il ministro della giustizia Carlo Nordio durante un question time alla Camera dei Deputati, Roma 29 luglio 2026. ANSA/FABIO FRUSTACI

É svolta sulla sicurezza. Ieri è arrivato il via libera definitivo della Camera al disegno di legge sulla detenzione domiciliare per i tossicodipendenti che aderiscono a un programma di recupero. Poi, il governo ha accelerato sul riconoscimento facciale per le forze di polizia. Ciò che lega i due provvedimenti è l’ira del centrosinistra. Infatti, per quanto riguarda i detenuti tossicodipendenti, gran parte dell’opposizione si è astenuta dal voto. Mentre si è infuriata sul provvedimento per il riconoscimento facciale, denunciando di dare troppi poteri alle forze dell’ordine.

Per il ministro Nordio quello sui tossicodipendenti è una svolta «epocale perchè consente la detenzione alternativa di almeno 10mila persone». La legge introduce, infatti, la «detenzione domiciliare in casi particolari» e

il presupposto per l’accesso è l’adesione a un programma terapeutico socio riabilitativo, basta non avere una pena superiore agli otto anni. La premier Meloni si è detta «soddisfatta di una legge che rafforza la possibilità di affrontare un percorso di recupero».

Ma il governo ieri ha dato un altro colpo di coda, sul riconoscimento facciale. In che cosa consiste questo provvedimento e perchè ha riaperto un dibattito? Sostanzialmente si aiuterebbero gli agenti a identificare le persone. Infatti, verrebbero integrate le videocamere di sorveglianza, già presenti in alcuni luoghi nevralgici delle città e interessati da particolari esigenze di ordine pubblico, con sistemi di riconoscimento facciale basati sull’intelligenza artificiale. La tecnologia consentirebbe, quindi, di analizzare alcuni tratti del volto e rendere il riconoscimento più rapido e preciso, visto che i

tratti delle persone riprese dalle telecamere verrebbero confrontati con delle banche dati biometriche. Il decreto legislativo recepisce, tra l’altro, il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale. É intervenuto subito il senatore del Pd Filippo Sensi, con un post sui suoi canali social: «Ennesima forzatura sui diritti e le libertà in Commissione Affari Europei. Il riconoscimento facciale a strascico fa un passo avanti molto pericoloso». Gli ha risposto immediatamente il senatore di Fdi Giulio Terzi, che ha sottolineato come il «riconoscimento facciale rispetti l’Ia act europeo e le garanzie costituzionali».

Commenti

I commenti non sono al momento disponibili e saranno ripristinati non appena possibile. Grazie per la pazienza.