“Donzelli a testa in giù”. È questa la scritta vergognosa comparsa nelle scorse ore a Firenze in zona Rifredi, non distante da una delle stazioni. A diverse ore dalla scoperta della scritta minatoria, che richiama il 28 aprile del 1945 a piazzale Loreto di Milano, dove il cadavere di Benito Mussolini venne appeso a testa in giù per lunghissime ore. È un insulto comune da parte della sinistra civile nei confronti della destra del nostro Paese, che ciclicamente viene riproposto per tutti gli esponenti di primo piano di Fratelli d’Italia. Nonostante la gravità di quanto accaduto, al momento in cui stiamo scrivendo, nessuno dal campo largo ha espresso la propria solidarietà nei confronti di Giovanni Donzelli.
Il silenzio del Pd ma anche di tutti gli altri partiti non stupisce, non è la prima volta che accade e non sarà nemmeno l’ultima. È un’impostazione stilistica acquisita negli anni da chi oggi sta all’opposizione, che non riesce a esprimere la propria vicinanza a un avversario politico nemmeno quando è vittima dell’odio. La scritta è apparsa a Firenze, roccaforte della sinistra da tempo immemore, città che si fa vanto di essere accogliente e ospitale ma che accetta in silenzio che un esponente di un partito legittimamente inserito nell’arco parlamentare che, per altro, esprime il presidente del Consiglio, e che è il più votato dagli italiani, venga insultato e minacciato di morte.
In più occasioni è capitato che a essere vittima dell’odio politico violento siano stati esponenti dell’attuale opposizione ma spesso gli esponenti del centrodestra non hanno avuto problemi a esporsi per condannare. Quando le parti sono invertite, invece, il più delle volte a sinistra regna un silenzio imbarazzato, forse figlio della paura di perdere voti utili in quelle frange che sono solite utilizzare questo linguaggio. A un anno dalle elezioni politiche del Paese, mentre i partiti di opposizione si affannano a trovare un’intesa elettorale per “prendere il governo”, come ha dichiarato il padre nobile del Pd, Romano Prodi, ogni voto conta. La grammatica diplomatica e politica è andata persa negli anni in nome di una rincorsa al voto, che non importa da dove arriva, basta che arrivi.
Ci si aspetta che nelle prossime ore almeno il sindaco di Firenze, Sara Funaro, faccia sentire la propria voce per condannare tale violenza. E sarebbe ancora meglio se alla sua voce si affiancasse quella di Elly Schlein, come farebbe il leader attento di un grande partito.