Il doppio lavoro del giudice bugiardo

Esposito non si limita alla Cassazione: guida l'Ispi, un istituto di formazione che ha convenzioni con università, scuole ed enti locali

Il doppio lavoro del giudice bugiardo

nostro inviato a Sapri (Salerno)

La ragnatela di Sapri. A spigolare in questa cittadina antirisorgimentale della provincia di Salerno si scoprono strani impicci. Nomi, prestanomi, giudici che fanno gli addetti di segreteria, e forse pure i bidelli, sedi distaccate di università telematiche, corsi di formazione casa e lavoro. È un impiccio. L'unica cosa certa è che quando Antonio Esposito non sta in Cassazione fa un altro lavoro. Un doppio lavoro. La storia è questa. E apre parecchie domande. Gli impegni del giudice Antonio Esposito sono molteplici. Nonostante la non più giovanissima età, il 73enne presidente della sezione feriale della Cassazione ha molte attività in piedi. Per dirne una, quando non ha da condannare Berlusconi, smessa la toga, Esposito veste i panni del responsabile amministrativo di un pezzo di un'università telematica. Insieme alla moglie avvocato e alla figlia, il magistrato risulta referente per lo sportello Salerno/2 della Unicusano, ateneo privato romano. Così, chi vuol seguirne i corsi da casa propria in Cilento potrebbe ritrovarsi a chiacchierare inconsapevolmente con l'uomo che ha fatto del Cav un pregiudicato. Ipotesi mica tanto remota, visto che sul sito web dell'università come contatto per Sapri c'è proprio il numero di cellulare dell'alto magistrato. Che nella cittadina cilentana dove ha cominciato la carriera come pretore ha ora il suo quartier generale per le attività «alternative».

Qui è un cittadino piuttosto in vista, molti lo conoscono e lo riconoscono. L'edicolante in piazzetta, per esempio, che lo annovera tra i clienti: «Compra sempre e solo Repubblica e Fatto quotidiano, e non è un mistero che Berlusconi non gli vada a genio», racconta candidamente il commerciante. E mentre a Sapri il sole sta per tramontare, le serrande al civico 35 di via Camerelle sono già abbassate, anche se il cartello sul muro esterno promette che il piano terra di questa palazzina a tre piani anni '70 è il «Learning center: sede d'esame e segreteria assistita». Quali siano nello specifico le mansioni di Esposito nell'ufficetto non lo sappiamo, ma anche in orario di chiusura la toga della suprema corte risponde al telefono e fornisce informazioni, anche se per maggiori ragguagli rimanda alla «segreteria». La porta di vetro zigrinato però è chiusa, non risponde nessuno. Accanto alla maniglia c'è un altra scritta: Ispi Sapri. Un acronimo che apre all'altra branca del «secondo lavoro» di Esposito, che all'uopo avrà certamente le debite autorizzazioni previste dal Csm per i doppi incarichi.

L'Istituto superiore di studi socio psico pedagocici italiano, fondato nel lontano 1978, stipula convenzioni con vari enti in Campania, in Calabria e a Roma. Per dirne una a dicembre 2012 per l'apertura di un centro di ascolto l'Ispi ha incassato tredicimila euro dalla Provincia di Salerno, ma l'associazione-agenzia di formazione organizza anche master a Sapri, ovviamente in convenzione, con l'Università San Pio V di Roma. Qui, gli studenti guadagnano 60 crediti universitari, mentre gli organizzatori incassano 1000-1200 euro a studente. Siccome ne sono previsti fino a ottanta, le cifre cominciano a farsi interessanti, anche se non conosciamo i termini economici della convenzione. Altra certezza è che il dottor Antonio Esposito, in abiti civili, si spende in prima persona per l'associazione di famiglia, tanto che nell'ennesima convenzione è il liceo Dante Alighieri di Sapri a sottoscrivere il documento in qualità di «rappresentante dell'Ispi e del centro di consulenza psico pedagogica presso la sede di Sapri» è proprio il dott. Antonio Esposito. Un network fittissimo proprio nei territori in cui Esposito è nato (a Sarno) e dove ha mosso, prima a Sapri e poi a Sala Consilina i primi passi della carriera in magistratura. Insomma, Esposito a Roma ha la residenza e il primo lavoro, casa e cassazione. A Sapri, seconda casa, seconda bottega, seconda vita. Illecito? No, magari no. Magari il buon giudice ha il via libera, l'ok, del Csm. Magari è normale. Resta questa cosa di un alto togato che mette il suo numero di telefono privato, quello del cellulare, tra i contatti per chi vuole fare un master. Cose così. «Per informazioni è possibile rivolgersi alla segreteria Ispi.: telefax: 0973/603460 dalle h. 16,30 alle h. 18,30 – cell. 380/257**** 333/347****- e-mail: ispisapri@libero.it».

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