Clima di alta tensione tra maggioranza e opposizione sul dossier scuola. La commissione Cultura della Camera ha approvato una risoluzione che impegna il governo a rafforzare il contrasto a ogni forma di indottrinamento e richiamare le scuole al rispetto delle norme di sicurezza. Il voto favorevole del centrodestra ha provocato la dura reazione delle opposizioni, che accusano l’esecutivo di costruire un’emergenza inesistente e di trasformare l’istruzione in un nuovo terreno di battaglia politica.
Il documento impegna l’esecutivo a intervenire affinché le attività promosse negli istituti restino improntate al pluralismo e al confronto, senza diventare strumenti di propaganda ideologica, politica o religiosa. Un principio che la maggioranza lega alla necessità di preservare la libertà degli studenti e la funzione educativa della scuola. A illustrare il provvedimento è stata la sottosegretaria all’Istruzione e al Merito Paola Frassinetti. “La scuola deve essere il luogo della libertà, non dell’indottrinamento”, ha dichiarato al termine dei lavori, come riportato da Orizzonte Scuola. Secondo l’esponente di Fratelli d’Italia, il testo approvato dalla commissione serve a rafforzare le indicazioni rivolte agli istituti, chiamati a garantire il confronto tra idee diverse senza consentire che le lezioni o le iniziative scolastiche vengano piegate a finalità di condizionamento.
La risoluzione affronta anche le situazioni che possono compromettere il diritto allo studio. Tra le priorità indicate figurano il contrasto all’abbandono scolastico, in particolare quando riguarda le bambine, e il monitoraggio delle condizioni di maggiore fragilità. Il provvedimento richiama inoltre l’applicazione delle norme che vietano di indossare capi capaci di impedire l’identificazione della persona, come il burqa. Sul punto la Frassinetti ha ribadito che le disposizioni rispondono a esigenze di sicurezza e non possono essere subordinate a eccezioni di carattere culturale o religioso. Il richiamo contenuto nel testo riguarda dunque l’obbligo di rendere sempre riconoscibile chi entra e si trova all’interno degli edifici scolastici.
In prima linea Futuro Nazionale. Il movimento guidato dal generale Roberto Vannacci ha presentato una risoluzione specifica contro quella che definisce la diffusione della propaganda islamica negli istituti. A illustrarla è stato Rossano Sasso, capogruppo della formazione in commissione Cultura: “Fuori la propaganda islamica dalle scuole italiane. Le aule devono tornare a essere luoghi di apprendimento, non di indottrinamento”. Sasso ha denunciato una serie di episodi che, secondo Futuro Nazionale, dimostrerebbero la necessità di un intervento politico più deciso: “Abbiamo assistito a docenti ideologizzati che usano la cattedra per fare propaganda, ora pro-ideologia gender, ora pro-sinistra, ora pro-islamizzazione. Siamo arrivati al punto di vedere classi trasformate in piccole moschee, scuole chiuse durante il Ramadan, e persino ‘sperimentazioni didattiche’ in cui si insegnava a indossare il velo anche a bambine non musulmane”. Il parlamentare ha quindi ringraziato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara per “aver dimostrato sensibilità al tema”. La risoluzione di Futuro Nazionale, insieme a quella della Lega, ha ottenuto il sostegno dell’intera maggioranza.
Il voto ha aperto immediatamente il fronte delle polemiche. Irene Manzi, responsabile nazionale Scuola del Partito democratico, ha accusato il centrodestra di aver approvato non un semplice documento parlamentare, ma una piattaforma politica destinata a limitare l’autonomia degli istituti: “Quello approvato ieri in commissione Cultura alla Camera non è un atto parlamentare, è un manifesto ideologico che porta la firma di Vannacci e che il centrodestra, Forza Italia inclusa, ha scelto di approvare. Con il voto favorevole di tutta la maggioranza, il Parlamento approva un testo che certifica una volta di più le politiche del governo contro l’autonomia scolastica e contro meritevoli azioni messe in atto in questi anni dagli istituti scolastici a sostegno del dialogo interreligioso e dell’inclusione”. Secondo la dem, il richiamo alla propaganda islamica servirebbe a colpire le esperienze di dialogo tra religioni e culture già promosse in numerosi istituti: “Ancora una volta si costruiscono nemici immaginari per giustificare una stretta autoritaria sull’autonomia scolastica e sulla libertà di insegnamento. Dietro le parole d’ordine sulla ‘propaganda islamica’ e sull’indottrinamento c’è in realtà un attacco al dialogo interculturale e interreligioso nelle nostre classi: un patrimonio di iniziative e pratiche educative- promosso anche da scuole paritarie ad esempio- costruito da docenti, dirigenti e comunità scolastiche che oggi si vuole colpire in nome di una presunta emergenza che non esiste nei dati né nella realtà quotidiana delle scuole italiane”.
La dirigente dem ha poi chiamato in causa direttamente Giorgia Meloni e Valditara, sostenendo che il governo avrebbe lasciato spazio alle posizioni più radicali della maggioranza: “Il fatto che la premier Meloni e il Ministro Valditara lascino campo libero a un’operazione politica di questo tipo è un segnale gravissimo: dimostra che questa destra è disposta a rincorrere le posizioni più estreme pur di non perdere terreno alla proprio destra e che- come avvenuto sempre in questi anni- il vero obiettivo della destra di governo è proprio l’autonomia scolastica e dei docenti. Come Partito Democratico continueremo a contrastare in Parlamento e nel Paese ogni tentativo di trasformare la scuola pubblica in un terreno di scontro identitario, difendendo il diritto di ogni studentessa e ogni studente, di qualunque origine e credo, a crescere in un ambiente educativo aperto e non discriminatorio”.
Critiche sono arrivate anche dal segretario di +Europa Riccardo Magi, che ha definito il provvedimento un diversivo utilizzato dalla maggioranza per evitare di affrontare le difficoltà concrete del sistema scolastico: “La risoluzione di Futuro Nazionale e sposata dall’intero centrodestra è l’ennesima arma di distrazione di massa messa in campo da questa maggioranza ormai al traino di Vannacci per non parlare dei problemi reali del Paese a partire proprio da quello che riguarda scuola, istruzione e sicurezza. Il reale allarme nelle scuole non è l’islamizzazione ma la dispersione scolastica, le retribuzioni dei docenti, le graduatorie, la mancanza di fondi per mettere in sicurezza gli istituti scolastici. E’ sempre lo stesso copione: la destra agita uno spauracchio per monetizzare il consenso senza occuparsi dei problemi reali del paese. Lo ha fatto Salvini, poi Meloni e ora lo sta facendo Vannacci”.
A contestare il voto è stata anche Elisabetta Piccolotti di Alleanza Verdi e Sinistra, che ha parlato di una “figura barbina”. “Sono anni che l’onorevole Sasso e altri fanno grande grancassa sul tema dell’islamizzazione della scuola e noi ogni volta rispondiamo che non c’è nessuna islamizzazione, sono tutte fesserie. Quello che fa davvero ridere arrivati a questo punto è che il ministro Valditara ha deciso di avviare un monitoraggio per sapere quanti incontri con gli imam si siano fatti nelle scuole italiane”, ha dichiarato. La deputata ha richiamato il monitoraggio disposto dal ministero dell’Istruzione per sostenere che i numeri non confermerebbero l’allarme denunciato dal centrodestra: “Su 7000 istituti ci sono stati 7 incontri con imam, 5 dei quali organizzati nell’ambito dell’insegnamento della religione cattolica per approfondire la conoscenza delle altre religioni. La risoluzione approvata oggi certifica solo una cosa: il centrodestra continua a costruire emergenze inesistenti per alimentare paure e divisioni. Devono andare a casa al più presto”.
La replica di Valditara è arrivata poco dopo. Il ministro ha contestato l’impostazione dell’attacco di Piccolotti, sottolineando che il testo approvato dalla commissione non contiene riferimenti diretti alla religione islamica: “L’onorevole Piccolotti nella sua consueta foga polemica non si è nemmeno resa conto del contenuto della risoluzione approvata ieri in commissione VII della Camera che non contiene alcun riferimento all’Islam. Approfondisca meglio prima di polemizzare inutilmente”.
