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Berlusconi, relazione psicologica in attesa della decisione su servizi sociali o domiciliari

Il tribunale di sorveglianza giovedì prossimo dovrà decidere se mandare Berlusconi in affidamento ai servizi sociali o agli arresti domiciliari

Berlusconi, relazione psicologica in attesa della decisione su servizi sociali o domiciliari

Se esistevano ancora dei dubbi sulla possibilità che la "pratica Berlusconi" venisse trattata dal tribunale di Milano come quella di qualunque altro condannato, eccoli fugati. Oggi, secondo quanto riportato da alcune agenzie di stampa, si è appreso che il Cavaliere, condannato a un anno di carcere e in attesa della decisione sulla sua richiesta di affidamento ai servizi sociali, è finito sotto la lente di osservazione degli psicologi e criminologi inviati dall'Uepe, l'ufficio del ministero della giustizia che si occupa dei condannati che possono espiare la loro pena fuori dal carcere. E' una prassi abituale per chi deve scontare pene rilevanti. Ma lo stesso tribunale di sorveglianza di Milano aveva chiarito nelle settimane scorse che per i casi di lieve entità, e comunque per tutte le pene non superiori a un anno, l'indagine psicologica non viene nemmeno avviata. Un po' per esigenze di risparmio burocratico, visto che così si sfoltiscono sensibilmente le pratiche da analizzare. Un po' perchè si suppone che sotto l'anno di pena il reato a monte sia così lieve da non richiedere ispezioni criminologiche particolarmente approfondite.

Invece nel caso di Berlusconi si è deciso che non si potesse fare a meno di una indagine. In serata, Niccolò Ghedini, uno dei difensori dell'ex premier, ha smentito che Berlusconi abbia dovuto sottostare a colloqui con esperti inviati del tribunale, e nemmeno che siano arrivate richieste in questo senso "cui avremmo senz'altro ottemperato". Nessun faccia a faccia diretto, dunque, ma una relazione che ripercorre la situazione del condannato Berlusconi fa ugualmente parte del fascicolo che l'Uepe ha inviato alla Procura generale di Milano e al tribunale di sorveglianza che giovedì prossimo dovrà decidere se mandare il Cavaliere in affidamento ai servizi sociali o agli arresti domiciliari. Di certo, agli psicologi non è demandato valutare se il condannato sia colpevole o innocente, ma scavare nei suoi percorsi mentali, nel suo approccio al crimine commesso, nella sua comprensione del "disvalore" della devianza dalle leggi. E' possibile che gli "esperti" si siano limitati a verificare la adeguatezza del contesto familiare di Berlusconi ad ospitarlo e a seguirlo nel percorso di reinserimento. Ma potrebbero anche essersi addentrati, sulla base degli atti processuali e delle dichiarazioni pubbliche, nel rapporto di Berlusconi con il delitto che è accusato di avere commesso, alla ricerca di eventuali segnali di pentimento. E poiché, come è noto, Berlusconi nega di avere mai commesso alcun reato, la relazione potrebbe finire col rafforzare la linea di chi all'interno del tribunale di Milano preme perché il Cavaliere sia giudicato indegno dell'affidamento e venga spedito a scontare la pena agli arresti domiciliari.

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