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È fallito il “modello” Sala

Il centrodestra non si trova di fronte a una campagna elettorale, ma al dovere morale di restituire Milano ai milanesi

Riots and looting in Via Torino, where young protesters attacked shops and supermarkets and smashed windows, Milan, October 18, 2026. ANSA/MATTEO CORNER

Perché adesso sarà impossibile far finta di niente, come per anni ha fatto la sinistra: connivente, se non addirittura complice. Pronta a giustificare anche dopo le devastazioni di sabato, come ha fatto il sindaco Giuseppe Sala e come tenta di fare il mondo progressista anche dopo il bis di domenica. Criminale minimizzare o addirittura ignorare che a questo punto c’è un prima e un dopo il 17 ottobre: la data in cui il sacco di Piazza Duomo è diventato una dichiarazione di guerra a Milano. Quali siano le forze del male è materia da affidare a investigatori, sociologi e politologi. Possibilmente coraggiosi. Allo Stato spetta reagire e non si può dire che la premier Giorgia Meloni non abbia avvertito la gravità e agito rapida. Ora alla politica e soprattutto al centrodestra spetta un unico compito: riprendersi Milano e porre fine a 15 anni il cui le amministrazioni di centrosinistra con Pisapia prima e poi Sala, sono state il brodo di coltura di criminalità maranza, violenti, centri sociali tollerati perché bacino di voti, ambigui filo islamici, extracomunitari irregolari pronti a delinquere, orribili rapper e antifascisti con le spranghe. E soprattutto cattivi maestri, trasformati in cattedratici. Quanto di peggio si possa augurare a una città. E proprio per questo ora il centrodestra non si trova di fronte a una campagna elettorale, ma al dovere morale di restituire Milano ai milanesi. A quelli convinti che ha diritto di cittadinanza solo chi rispetta le regole, non chi sfascia Piazza Duomo e saccheggia i negozi, scegliendo accuratamente scarpe e felpe firmate. Facciano quello che vogliono i partiti, si scornino per trovare il candidato giusto, estirpino dalle liste chi pretende di entraci per diritto acquisito o dinastico, setaccino nella società civile le persone migliori e le arruolino, si svenino nella campagna elettorale. Ma restituire Milano ai milanesi non è più solo una questione politica, ma una questione morale. Non più rinviabile.