Sono da poco passate le 14:30 e nelle chat legate a «Italia in piazza» e «Movimento 17 ottobre», il panico inizia a diffondersi. Lento ma inesorabile. D’altronde venerdì pomeriggio gli organizzatori erano stati chiari nelle loro comunicazioni: tre raduni diversi, comunicati nel primo pomeriggio, per raggiungere un unico punto, da tenere top secret fino alle 15.30.E quando scocca l’ora fatidica, le chat iniziano a rumoreggiare. «Ma hanno mandato le piazze?», si chiede Evelyn. La notizia del fermo di Youssef Siher, mente della pagina instagram, è di pochi minuti prima. La commedia inizia così a farsi tragedia. Finirà in farsa. «Ho letto che hanno identificato il proprietario del gruppo», scrive un utente.Alessia controbatte: «Hanno chiuso il gruppo generale». Stevo e Leon iniziano a teorizzare complotti e cospirazioni: «Secondo me la polizia sta bloccando tutto apposta»; «Lo hanno fatto apposta a farlo a quest’ora».C’è chi, come Giulia, prova a calmare le acque: «A tempo debito avrete le risposte», ma la macchia d’olio - un misto tra rassegnazione e impotenza - si allarga sempre più. D’altronde in queste chat chiunque può entrare e chiunque può intervenire. Così il dibattito assume toni sempre più esilaranti.Ci riprova Stevo: «Occhio che dicono che ci saranno anche gli ultras contro i maranza». Ale è più definitivo e alza bandiera bianca. Non sono nemmeno le 15: «Secondo me per oggi non annunciano nulla». Zoe, invece, continua a crederci. È a Milano e chiama all’adunata: «Io sono in piazza San Babila». «Se entro le 15 non si sa nulla decidiamo le piazze autonomamente», scrive un utente che si nasconde dietro il nickname Pasta al sugo.E mentre qualcuno innocentemente si domanda se si possa «scendere tranquilli con il treno ad Affori», Ale riaccende la polemica. Tutta colpa degli organizzatori e di chi ha cambiato idea a ventiquattro ore dal corteo: «Era meglio lasciare le cose come stavano senza cambiare piazze». Simo è un misto di rassegnazione e cospirazionismo: «Ragazzi e ovvio che è una tattica per farci andare nel panico».Iniziano a farsi largo ipotesi alternative: «Secondo me vi conviene andare verso Brera». Ma ancora una volta i responsabili del gruppo finiscono nel mirino: «Evidentemente gli organizzatori, vigliacchi e codardi, hanno deciso di collaborare con la repressione e con il sabotaggio palese che si è visto oggi. Buono a sapersi».Nasce così una chat parallela, sempre di chi vuole radunarsi a Milano: «Andate tutti a Loreto, perché se tutti andiamo lì siamo 60 persone». E mentre qualcuno inizia a muoversi, arriva il dietrofront: «Si va tutti a Lanza», dove nel frattempo si è mosso un corteo già previsto di pro Pal e antifascisti.Da quel momento le chat si placano: poteva andare molto peggio.

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