E Mauro vuole riportare a galla la Balena bianca

Nel progetto del ministro la rinascita della Dc. Ipotesi lista alle Europee

E Mauro vuole riportare a galla la Balena bianca

Roma - Certo, riuscire ad attirare i riflettori della stampa proprio il giorno dell'incontro Renzi-Berlusconi potrebbe apparire un po' velleitario. Loro preferiscono usare l'aggettivo «eroico». E per «loro» intendiamo i nostalgici della Balena bianca che si sono riuniti in un albergo romano per confrontarsi su un progetto ambizioso: far rinascere la Democrazia cristiana. Il luogo è la sala congressi dell'hotel Mantegna, zona Cristoforo Colombo. Nelle vesti di padrone di casa Gianni Fontana. È a lui che fa capo l'associazione «Democrazia cristiana» (quella per intenderci che detiene i diritti di immagine dello scudo crociato). Una vita intera passata nella Dc, in Parlamento a soli 28 anni già nel 1972, il veronese Fontana ha chiamato i «nostalgici» a un compito ben preciso: «Disegniamo insieme il nostro futuro» come si legge nel maxischermo alle spalle dei relatori. Un maxischermo che non rinuncia alla moda del momento, offrendo un Pantheon preciso e circostanziato (da don Milani a don Sturzo, da Piccoli e Martinazzoli, passando ovviamente per Aldo Moro). All'appello hanno aderito anche due parlamentari: il ministro della Difesa Mario Mauro e Lorenzo Dellai. Nel ruolo di guest star Corrado Passera che, secondo boatos sempre più insistenti, è bene intenzionato a mettere sul piatto della scena politica una nuova creatura a sua immagine e somiglianza (ed è presente all'assemblea per proporre un «patto federativo»). Nelle prime file della platea, ad applaudire il «richiamo alle armi» di Fontana, si riconoscevano tra gli altri Publio Fiori, Nino Galloni (figlio «d'arte» dell'ex ministro dc Giovanni), Lucio D'Ubaldo e Ivo Tarolli. Vale a dire un gruppo di ex parlamentari bene intenzionati a ritornare in campo. «Questa assemblea - spiega Fontana - ha come obiettivo un patto federativo tra i soggetti sociali e politici partecipanti che si riconducono al mondo cattolico. Tappa di un cammino già intrapreso e che porterà, partendo dal basso, all'elaborazione di una piattaforma valoriale ispirata alla dottrina sociale della Chiesa e ai principi della Costituzione, quale contributo fattivo per la ricostruzione del Paese». Insomma i paladini della Balena bianca non solo vogliono resuscitare il partito di De Gasperi ma anche il linguaggio della Prima Repubblica. Forse è l'aria che tira a proposito di legge elettorale a galvanizzare gli animi riuniti nella sala congressi dell'hotel Mantegna. L'idea stessa che il sistema proporzionale sia stato sdoganato dopo qualche lustro di purgatorio, rende tutti più attivi. E coraggiosi al punto da far passare anche l'idea di una soglia di sbarramento al 4%. All'interno dell'associazione l'unico attrito forte al momento è rappresentato dal dibattito circa le prossime elezioni europee. C'è chi vuole subito scendere in campo (convinto di riuscire a raccogliere le 150mila firme necessarie per produrre una lista ai soggetti non presenti nel Parlamento nazionale) e chi - come lo stesso Fontana - preferisce prima irrobustire la struttura del neonato soggetto. Tutti d'accordo invece sui valori da rappresentare. Quello di cui si sente il bisogno, dice il ministro Mauro, è il «recupero delle radici cristiane». E avverte: «Promuovere la profondità dei nostri valori è lodevole ma se questo non diventa un partito, il nostro è solo un ritrovarci nostalgico».

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