Politica

Gli ebrei italiani: "Paragone di Berlusconi è offensivo"

Il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, reagisce con durezza alle parole di Berlusconi che, nell’anticipazione del libro di Vespa racconta che i suoi figli dicono di sentirsi "come dovevano sentirsi le famiglie ebree in
Germania durante il regime di Hitler". Fortissime proteste dal Pd

Esplode la rabbia degli ebrei italiani dopo le ultime dichiarazioni di Berlusconi, contenute nel nuovo libro di Bruno Vespa. Il Cavaliere ha detto che i suoi figli si sentono "come dovevano sentirsi le famiglie ebree in Germania durante il regime di Hitler". il
presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane (Ucei), Renzo Gattegna, parla di paragone incomprensibile ma soprattutto offensivo della memoria di milioni di morti. "L’Italia repubblicana - dice Gattegna - è un paese democratico. La Germania nazista era una spietata dittatura governata da criminali che teorizzavano e commettevano i più gravi delitti contro l’umanità. Contro gli ebrei i nazisti si accanirono con spietata crudeltà tanto che, alla fine di quel tragico periodo, gli ebrei dovettero
contare oltre sei milioni di morti".

"La vita degli ebrei d’Europa sotto il nazismo - prosegue Gattegna - fu segnata da un vortice nero di violenza, persecuzione, morte. Una catastrofe che non è soltanto del popolo ebraico ma dell’umanità intera. Ogni paragone con le vicende della famiglia Berlusconi è quindi non soltanto inappropriato e incomprensibile ma anche offensivo della memoria di chi fu privato di ogni diritto e, dopo atroci e indicibili sofferenze, della vita stessa".

Molto duro anche il commento di Donatella Ferranti, presidente della commissione Giustizia alla Camera: "Una frase assolutamente fuori luogo per un uomo delle istituzioni". L'esponente del Pd rincara poi la dose: "Che i figli parlando con il padre si paragonino agli ebrei perseguitati dal nazismo è aspetto che attiene al privato, ma che Berlusconi lo renda addirittura noto avallando così il parallelo è oltremodo vergognoso". Emanuele Fiano, responsabile sicurezza del Pd, chiede a Berlusconi di vergognarsi e chiedere scusa "per aver usato il paragone delle persecuzioni naziste contro gli ebrei per descrivere una supposta situazione di sofferenza della propria famiglia. In quegli anni, in Germania e in tutta Europa, agli ebrei fu impedito di lavorare, di studiare, di espatriare per essere poi trasformati in schiavi e infine, a milioni, gasati e bruciati. Paragonare tutto ciò alla situazione della famiglia Berlusconi è un insulto alla storia, a sei milioni di ebrei uccisi e a quanti, ogni giorno, tentano di impedire che la storia venga dimenticata o utilizzata in maniera strumentale, come oggi ha fatto Berlusconi che deve solo chiedere scusa".

"Berlusconi ha perso completamente il senso della misura - tuona Danilo Leva, responsabile Giustizia del Pd -. Da 20 anni ci racconta la favola della persecuzione e oggi, anzichè chiedere scusa agli italiani per la condanna per frode fiscale, si avventura in un paragone agghiacciante con una tragedia quale l’Olocausto». Così,, chiedendo se «essere eguali di fronte alla legge, rispettare lo Stato di diritto sono paragonabili alla persecuzione degli ebrei?. Cosa ne pensa Alfano? Il Pdl - incalza - accetti il confronto sulla legge di Stabilità e sulla riforma della giustizia scendendo nel merito dei problemi senza derive ideologiche. Decidano se stare al governo o in campagna elettorale".

Luca d’Alessandro, segretario della commissione Giustizia della Camera ed esponente del Pdl, se la prende invece con le strumentalizzazioni del Pd: "La reazione del Pd di fronte ad un semplice stato d’animo del presidente Berlusconi è non solo esagerata e strumentale, ma dimostra che nei suoi confronti c’è un incredibile accanimento da parte della sinistra, pronta a pesare ogni sua parola per farne motivo di scandalo, e quindi quanto fosse fondato il suo sfogo. Sembra quasi che nel Partito democratico abbiano una coda di paglia bella lunga, quasi che sappiano fin troppo bene di essere i persecutori di Berlusconi e non amino essere paragonati a chi eliminava senza pietà e fuori dalle regole democratiche rappresentate dal voto gli avversari politici".

Il capogruppo del partito democratico alla Camera, Roberto Speranza, su Twitter chiede al Cavaliere di scusarsi: Il confronto con la tragedia degli ebrei è semplicemente vergognoso. Berlusconi chieda scusa".

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