Ecco come voterà la sinistra giustizialista

Tutti i voti degli intellettuali di sinistra. Per Vendola ci sono Lidia Ravera e Sabina Guzzanti. Augias, Dalla Chiesa e Corrias col piddì

Marco Travaglio durante un monologo a teatro
Marco Travaglio durante un monologo a teatro

L'intellighenzia rossa non vota il Partito democratico. La stampa giustizialista non appoggia Pier Luigi Bersani. Gli intellettuali di sinistra stanno molto più a sinistra della sinistra. Così, qualora ci fosse ancora qualche dubbio, eccoli armarsi di carta e penna e fare sulle colonne di MicroMega un vero e proprio endorsement per il partito che intendono votare (nel segreto delle urne). Molti in campo per Rivoluzione Civile, la lista civile di Antonio Ingroia, e il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo. Piuttosto nutrita anche la lista dei supporter di Nichi Vendola, mentre delude la fede democratica. Nessuna simpatia per Silvio Berlusconi o Mario Monti. Il centrodestra? Non è nemmeno contemplato.

Si tratta di un gioco per gli addetti ai lavori. Non che sapere cosa voterà la sinistra giustizialista aiuti a chiudere occhio la notte o serva a pagare le bollette, ma di sicuro spiega molte prese di posizione che, presentate come anelito di libertà, si traducono in cieca militanza partigiana. Come riporta Dagospia, in venticinque tra giornalisti, artisti e intellettuali hanno deciso di firmare l'endorsement nel numero di MicroMega che sarà in edicola da domani.
 Lidia Ravera, Roberto Esposito, Daniele Vicari (il regista di Diaz), Luciano Gallino, Marco D'Eramo e Giorgio Parisi sosterranno Vendola, al cui fianco si è schierata (via Twitter) anche Sabina Guzzanti.
 Al Sel, però, non andrà il maggior sostegno di MicroMega che invece appoggerà Rivoluzione Civile. Con una furbizia: il voto disgiunto. "Considerata l'impossibilità, fatte salve due o tre regioni tra cui la Campania, di raggiungere l'8 percento al Senato - spiega Dagospia - molti sostenitori di Ingroia lo voteranno soltanto alla Camera". A Montecitorio lo sbarramento è, infatti, al 4%. Proprio per questo, a Palazzo Madama, il voto andrà ai grillini. "Come si sarà capito - spiega il direttore di MicroMega, Paolo Flores D'Arcais - voterò Rivoluzione civile. Certamente alla Camera, mentre al Senato, se nella mia regione ci fosse assoluta certezza che non potrà raggiungere il quorum, voterò M5S".

Marco Travaglio, vicedirettore del Fatto Quotidiano, voterà Rivoluzione Civile alla Camera e Movimento 5 Stelle al Senato. Così Travaglio. "È il mio modo di intendere il 'voto utile' - spiega il giornalista - visto che nel mio Piemonte difficilmente la lista di Ingroia supererà lo sbarramento dell'8% necessario per entrare in Senato". Tra le altre motivazioni Travaglio ha deciso di "premiare" Ingroia e Grillo perché "garantiscono un'opposizione radicale al berlusconismo e all'ammucchiata Pd-Sel-Monti prossima ventura". Sulla stessa lunghezza d'onda buona parte della redazione del Fatto. Come aveva già anticipato nell'articolo Votare Ingroia al Senato è inutile?, Andrea Scanzi non esclude di votare Ingroia alla Camera, anche se dalle colonne di MicroMega sembra più propenso a votare il Movimento 5 Stelle in entrambe le Camere. "Con gli attivisti 5 Stelle in parlamento ci sarà un'opposizione reale che non farà sconti - spiega - l'esatto contrario dei Violante".

Quello che emerge immediatamente gli endorsement di MicroMega è che all'intellighenzia rossa non piace Bersani. Sono infatti pochi i sostenitori del Partito democratico.

Tra questi troviamo Corrado Augias, Nando dalla Chiesa e Pino Corrias. Quest'ultimo, dopo aver lodato Zingaretti, scaglia una bordata (non l'unica) contro Rivoluzione Civile. Toni Negri, invece, appoggerà i Marxisti per Tabacci.

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