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Festa dei lettori, Casellati plaude il Giornale: “È sinonimo di stampa libera”

Tra gli applausi dei lettori, il ministro Casellati ha raccontato le riforme della Giustizia e del premierato tra battute e riflessioni

Festa dei lettori, Casellati plaude il Giornale: “È sinonimo di stampa libera”
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Si mescolano relax e politica nelle giornate dedicate alla festa dei lettori de il Giornale, ospiti in una cornice termale che invita al riposo ma non spegne la curiosità per l'attualità. Giunta alla quindicesima edizione, la festa è il luogo in cui si incontrano momenti di riposo a momenti di riflessione politica. Il ritmo della giornata è scandito da momenti di svago classico, come le immancabili partite a burraco, i bagni termali nelle piscine all'aperto per godere dei timidi raggi di sole invernali e le camminate all'aria aperta, attività che servono a stemperare l'attesa per l'appuntamento principale nel calendario degli eventi. L'intero pomeriggio è stato segnato dall'attesa del ministro Maria Elisabetta Alberti Casellati, protagonista di un faccia a faccia con il direttore Tommaso Cerno.

Fin dalla cena, il direttore ha raccolto le simpatie della sala: strette di mano, sorrisi e battute con i lettori. "Non somiglia a quello che va in tv", ha detto una lettrice vedendo arrivare Cerno in sala prima della conferenza. All'ingresso in sala, il ministro e il direttore sono stati accolti dagli applausi della sala, gremita per l'occasione. "Voi siete i lettori de il Giornale e per me il Giornale è sinonimo di stampa libera e questo ha grande significato per tutti noi. Questa è la stagione delle riforme, perché il governo sta facendo le riforme", ha detto il ministro Casellati raccogliendo il microfono dal direttore. Al centro dell'attenzione la Riforma della Giustizia e il referendum sulla separazione delle carriere che si terrà tra un circa due mesi. "Noi da 30 anni aspettiamo questa legge perché è una riforma che completa quella che era la riforma Vassalli, parliamo del 1989, per cui per tutta una serie diraspino da Tangentopoli in poi. Berlusconi ha tentato", ha aggiunto il ministro. "Questa non è una riforma del centrodestra perché di separazione delle carriere si è parlato da destra a sinistra per la necessitò di questo Paese di avere un giudice terzo", ha sottolineato.

L'intera sala ha ascoltato con rispettoso silenzio le parole del ministro, non senza lasciarsi andare a commenti sulla riforma e sulla necessità di giungere a una separazione.

"Non si può informare un cittadino dicendo cose che non sono scritte nella legge: è un'offesa alla dignità dei cittadini", ha sottolineato ancora il ministro riferendosi alla pubblicità del "no" al referendum. "Vogliamo creare un'Italia più giusta e trasparente all'altezza di quello che è lo Stato italiano", ha scandito con decisione il ministro.

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