I grillini aprono al governo tecnico: "Nessuna fiducia ai partiti"

Grillo riunisce i suoi all'Hotel Universo di Roma: "Andiamo per la nostra strada". Ma il capogruppo al Senato apre al governo tecnico: "Spetta a Napolitano formarlo"

Beppe Grillo lascia la riunione dei neo eletti del M5S
Beppe Grillo lascia la riunione dei neo eletti del M5S

"Ora diamo la fiducia a Bersani". Beppe Grillo accoglie con una battuta e una pacca sulle spalle i neo parlamentari del Movimento 5 Stelle. Una parlamentare comprende il tono ironico e replica: "Sì, sì. Come no...?". Si inaugura con una beffa al segretario del Pd l'ultimo della due giorni formativa della pletora grillina che si appresta a "invadere" il parlamento. Una beffa che non sarà circoscritta all’Hotel Universo, ma che darà del filo da torcere ai democratici che le stanno tentando tutte per formare un governo capace di camminare con le proprie gambe. Basta leggere l'intervista rilasciata oggi al New York Times per capire che Grillo non caverà mai dagli impicci Pier Luigi Bersani: "È inammissibile assicurare la stabilità del governo". E basta ascoltare l'apertura/minaccia del capogruppo al Senato Vito Crimi per capire che il capo dello Stato Giorgio Napolitano non avrà vita facile: "Sarà il presidente della Repubblica a trovare il governo. Altro non c’è da dire".

All’indomani dell’aut aut lanciato da Bersani ("Grillo decida cosa vuole fare o si va tutti a casa"), il comico genovese riunisce i neo eletti a Cinque Stelle per fare il punto insieme al suo braccio destro Gianroberto Casaleggio. Dopo averli accolti, uno ad uno, sulla porta della sala dove si è svolta la riunione ed essersi complimentato con una stretta di mano e una pacca sulla spalla, il guru pentastellato ha dato le linee programmatiche da seguire alle Camere: "Noi andiamo avanti per la nostra strada". "Siamo tutti compatti e tutti d’accordo per andare sulla nostra strada e cambiare con le leggi che proporremo", ha spiegato Grillino mettendo in guardia i grillini dai media e dagli avversari politici: "Saremo assaliti, sono assatanati di qualsiasi cosa... non riescono a capire che vogliamo mandare avanti un progetto come quello del reddito di cittadinanza. Qui c’è un'atmosfera bella, con persone competenti e valide". Poche parole per lasciare spazio alla nomina dei capigruppo e, in secondo luogo, alla presentazione di ogni singolo parlamentare.

Sebbene l'incontro di oggi (a differenza della riunione blindatissima di ieri) fosse in diretta streaming, la nomina dei capigruppo è stata svolta lontana dalle telecamere: Roberta Lombardi sarà la presidente dei Cinque Stelle a Montecitorio, mentre Vito Crimi lo sarà a Palazzo Madama. I capigruppo dureranno in carica tre mesi, poi ne saranno nominati due nuovi. Svista o legittimazione "a posteriori" che sia, Grillo ha pubblicato su Twitter una fotografia per assicurare che "gli eletti hanno votato per alzata di mano i capigruppo e portavoce di Camera e Senato". Peccato che l’immagine non è dell’incontro di oggi all’Hotel Universo, ma della riunione di ieri al Saint John e che a immortalare i neoeletti non è stato un attivista del M5S bensì uno dei cronisti che si era imbucato ieri. Ad ogni modo, come spiega il costituzionalista Stefano Ceccanti, le nomine di oggi non hanno alcun valore giuridico dal momento che l'elezione dei capigruppo è disciplinata da un regolamento ben preciso diverso a seconda della Camera di riferimento.

"Non daremo la fiducia a un governo di partiti - ha spiegato Crimi - siamo pronti a fare il nostro dovere in Parlamento, l’ordine centrale della democrazia italiana". Dallo stop alla fuga dei cervelli al piano energetico nazionale, passando per l’impegno di arrivare dall’aeroporto di Roma al Senato in bicicletta: di politica e di programmi, in realtà, si è parlato davvero poco. Se per Crimi al primo posto l'eliminazione della sudditanza del parlamento nei confronti del governo, per la deputata Emanuela Corda c'è l'abolizione del finanziamento pubblico alle testate giornalistiche. Federica Daga, invece, si preoccuperà di torgliere i finanziamenti ai partiti. Insomma, ognuno di loro sembra andare avanti per la propria strada. tanto che proprio sul nodo "fiducia" è proprio Crimi ad aprire a un eventuale governo tecnico: "Non tocca a noi individuarlo, nel momento in cui ci fosse presentato lo valuteremo". Il Movimento 5 Stelle non darà la fiducia a un governo di partiti. "Il governo, lo individuerà il presidente Napolitano, spetta a lui e alle sue prerogative - ha concluso - noi non siamo la coalizione che dice di aver vinto le elezioni, non spetta a noi indicare la soluzione". Napolitano e Bersani sono avvisati.

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