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“Ho fatto pace con Calenda, uniamo i centristi”

Parla Clemente Mastella: “Sto cercando di riunificare tutte le anime centriste nell’area progressista”

Il sindaco di Benevento, Clemente Mastella durante la cerimonia della firma di un contratto di sviluppo tra la societ� Solitek Industry ed Invitalia, MIMIT, Roma 26 maggio 2023. ANSA/FABIO FRUSTACI

Hanno duellato in tv, si sono scontrati al punto di arrivare alle carte bollate. Fino a non parlarsi, ad evitarsi. Da una parte Clemente Mastella, democristiano, già ministro, oggi sindaco di Benevento, centrista fino al midollo nell’era del bipolarismo muscolare. Dall’altra Carlo Calenda, già ministro, leader di Azione, liberal-riformista. Insomma, due storie importanti della storia della nostra Repubblica. La lite è nata in tv, nel piccolo schermo, nel salotto televisivo di Lucia Annunziata quando quest’ultima la domenica pomeriggio conduceva su RaiTre, In mezz’ora in più. Lì si consumò lo strappo e poi addirittura proseguì nel corso della campagna elettorale delle elezioni europee. Qualche giorno fa però è tutto rientrato. E forse avrà pesato quando domenica scorsa si sono rincrociati per un attimo a Mediaset, ospiti entrambi di Real Politik.

Perche questa scelta?

«Abbiamo avuto polemiche di troppo».

Non faccia sempre il democristiano. Cosa era successo al punto da arrivare a una querela?

«Avevamo esagerato entrambi, superando il livello di guardia. Arrivando addirittura a una querela. Si figuri che la vicenda era arrivata fino al Senato. Era giunto il momento di mettere da parte le ruggini del passato».

Si però per arrivare a una querela, cosa le aveva detto Calenda?

«Nel corso di una campagna elettorale delle Europee mi aveva messo sullo stesso piano di Luigi Cesaro e Totò Cuffaro. Poi tramite amici, Carlo aveva inviato un messaggio distensivo. Ma io sono stato ministro della Giustizia, ho combattuto la criminalità organizzata, ho messo a terra provvedimenti che hanno portato agli arresti di delinquenti di primo piano».

Si è sentito offeso?

«Sì, ma io sono un perdonista».

Ovviamente democristiano.

«Quello sempre, da sempre».

Vi siete sentiti?

«Ho fatto io il primo passo. È partito da me un atto di mitezza politica. Abbiamo smaltito le scorie del passato e le inutili tossine del rancore che vanno sempre superate. Così ho deposto le armi e ho ritirato la querela. Mi è sembrato giusto farlo»

E Calenda come le ha risposto?

«Mi ha ringraziato e ci siamo formulati un reciproco in bocca al lupo».

Quanto ha pesato la sua malattia in questo beau gest?

«Ha pesato, ha pesato».

Però Mastella se si mobilita una vecchia volpe della politica come lei cosa si nasconde oltre la pax?

«Significa anche un riconoscimento delle sue ragioni e anche delle mie».

Con lei poi si torna sempre al centro, alla Dc 3.0 o alla Margherita 3.0.

«Apprezzo il suo tentativo, difficile ma rispettabile, di rappresentare un’area moderata autonoma fuori dai poli».

Ma vuole rifare il centro con Calenda?

«Io sto cercando di riunificare tutte le anime centriste nell’area progressista. Tuttavia non sono contento dell’evoluzione dei centrini che stanno da questa parte».

Sogna di portare dalla parte del progressismo anche Calenda?

«Sogno di riuscire a mettere insieme tutte le forze che gravitano al centro».