Ora diranno che era una battuta. Anzi, una citazione. "Meglio maiale che sionista", questo hanno scritto i Giovani democratici di Bergamo, contribuendo così - oguno fa quel che può - alla discussione sull’antisemitismo. "Nessuno ci può zittire". Questo il loro messaggio, affidato a un post con varie sgrammaticature: "La commissione costituzionale (così la chiamano, ndr) ha approvato un ddl in cui è adottata la definizione di antisemitismo dell’Ihra". E la definizione, in effetti, indica, tra gli esempi di antisemitismo anche la negazione del diritto all’autodeterminazione del popolo ebraico - il diritto all’esistenza di Israele - o dipingere Israele come Stato razzista o nazista. Tutte cose che i Giovani del Pd intendono continuare a dire, evidentemente, anche con questa volgarità: "Meglio maiale che sionista" questo vogliono continuare ad affermare, insomma, senza che ciò sia considerato odioso. Magari solo la citazione di un cartone animato, con "sionista" al posto di "fascista", ovviamente.
Indignato Emanuele Fiano, che comincia a riflettere sulla sua esperienza nel Pd. Gli autori di quel contenuto social - fa notare - sono "quelli che hanno manifestato contro il fatto che io parlassi a Bergamo, insieme a Luciano Belli Paci e Gabriele Eschkenazi". "Ma io vorrei sapere - chiede - queste sono le nuove leve del Pd? Qualcuno vi dirige? Qualcuno di voi ha letto un libro sull’argomento? Li hanno letti i vostri responsabili? Sapete cosa sia il sionismo? C’è un Partito che si occupa di voi? Vi voglio aiutare nella vostra ignoranza e pericolosa china che state prendendo. Che non so dove porti voi e devo dire a questo punto anche me". "Io sono sionista - risponde orgogliosamente Fiano - come lo era Ytzach Rabin, che portò avanti la pace con i palestinesi e la costruzione di un loro Stato".
"Essere sionisti vuol dire essere per il diritto del popolo ebraico, così come bisogna esserlo per tutti i popoli della terra, alla propria autodeterminazione". Durissima la reazione di Ivan Scalfarotto di Italia Viva: "Una cosa incredibile. Non riesco a credere che una mostruosità del genere sia il prodotto di quella cultura politica che ha sempre espresso i valori del riformismo progressista e un atteggiamento rigorosamente improntato al dialogo, al rispetto e alla responsabilità della politica". "Se i Giovani democratici volevano rafforzarmi nella mia convinzione, già molto netta, che una legge sull’antisemitismo sia assolutamente necessaria, che dire: ci sono riusciti".
"Una domanda semplice - la pone il presidente dell’Associazione Italia-Israele di Bergamo, Matteo Oriani - se quell’immagine non era offensiva e non era antisemita, perché cancellarla poche ore dopo? C’è un detto che spiega bene questa scelta: "Excusatio non petita, accusatio manifesta". Il messaggio voleva essere offensivo, ma, una volta scoperti, lo hanno modificato per paura delle conseguenze. I Giovani Democratici bergamaschi valutino come intendono regolarsi, ma abbiano il coraggio di chiamare le cose con il loro nome e di assumersi la responsabilità di ciò che affermano".
Le reazioni indignate seguitano ad arrivare: "Il veleno dell’antisemitismo continua inesorabilmente a diffondersi - commenta il senatore Fdi ed ex ministro Giulio Terzi - Siamo davvero all’istigazione all’odio che sfocia spesso in violenza. Tutto questo é una squallida rappresentazione che purtroppo va avanti da tempo". "Episodi inqualificabili - dice Terzi - che dimostrano tutta la democraticità di alcune frange della sinistra, episodi troppo spesso taciuti che dovrebbero essere stigmatizzati da tutte le forze politiche rappresentate in Parlamento".
"In un partito mediamente serio avrebbero già chiuso la sezione giovanile di Bergamo - osserva Daniele Nahum, che
dal partito democratico è uscito un anno fa, proprio per l'insostenibilità di questa deriva del Pd. "Non dirà nulla neanche stavolta. Il problema politico e culturale all’interno del Partito Democratico è ormai evidente."