"I politici si ammalano? Sì, troppo tempo seduti e troppi pasti alla buvette"

Di Virgilio, ex deputato e medico: "Ne ho soccorsi tanti. Molti volevano sapere gli effetti collaterali del Viagra..."

Ne ha visitati tanti e la diagnosi collettiva è impietosa: «Dopo una legislatura i parlamentari, come minimo, hanno le vene varicose»

L'insufficienza venosa?

«Lei provi a stare cinque anni inchiodato al banco di Montecitorio. Ore e ore a discutere e a votare. Il 60 per cento dei miei ex colleghi si trova fatalmente in uno stato di insufficienza cronica».

Addirittura?

Domenico Di Virgilio, parlamentare del Pdl dal 2001 al 2013, ma soprattutto medico internista, primario al San Giovanni e poi al Vannini nella capitale prima di andare in pensione e dedicarsi agli studi sull'obesità, allarga le braccia: «Io a suo tempo avevo fatto una proposta semplice semplice».

Quale?

«Piazzare una pedaliera sotto la sedia di ciascun rappresentante del popolo per permettergli di muovere le gambe».

È passata?

«No, si è persa per strada anche se ad appoggiarla era sceso in campo Umberto Bossi».

Il Palazzo non è capace nemmeno di guardare sotto i propri piedi?

«Appunto. I parlamentari continuano a trattarsi male».

Trascurano la salute?

«Purtroppo. Per campare bene e a lungo si dovrebbero rispettare almeno tre condizioni».

Solo?

«Pressione bassa. Mangiare poco. Camminare molto, almeno 8-10 mila passi al giorno, più o meno cinque-sei chilometri».

Invece?

«Invece l'attualità ci conferma che il trend del Palazzo non è buono. Abbiamo appena saputo che Casaleggio è ricoverato ed è stato operato al cervello. Un intervento delicato».

Che rimanda al malore che ha colpito Pierluigi Bersani ed all'infarto che ha sorpreso Dario Franceschini mentre era in visita a Palmanova.

Sono situazioni diverse e però hanno qualche elemento in comune. Una parola spiega da sola».

Ci dia la password.

«Lo stress. I politici, specie quelli che hanno grandi responsabilità, sono vittime dello stress. Lo stress provoca l'ipertensione. E l'ipertensione è una fonte di guai. Infarto, ictus e chi più ne ha più ne metta».

Le imboscate della politica possono giocare un brutto scherzo all'organismo?

«Bersani ha dovuto affrontare tensioni fortissime nel suo partito Inevitabile il logoramento».

Vale anche per Berlusconi?

«No».

No?

«No, il Cavaliere fa movimento, jogging, tiene alla sua salute».

Incrociamo le dita. Renzi?

«È giovane e questo è importante. Ma sulle spalle ha un carico pesantissimo di responsabilità».

Come intervenire?

«L'ho detto: deambulare a oltranza. Bisognerebbe introdurre per legge l'obbligo del contapassi. Invece...»

I parlamentari sono sedentari e si abbuffano. O no?

«Ne ho soccorso più d'uno in aula».

I nomi?

«La privacy».

Un nome?

«Scilipoti. Ricordo quando Fini mi ingiunse di aiutarlo».

Scilipoti?

«Era svenuto».

E lei tentennava?

«Ma no, ci mancherebbe».

Che consigli le chiedono i deputati?

«Un po' di tutto».

Tipo?

«Gli effetti collaterali del Viagra».

Le deputate?

«Sono molto attente al peso. Ho ottenuto grandi successi proponendo una dieta a base di prodotti galenici. Oggi sono in pensione e posso dedicarmi alle mie ricerche sulla quarta età».

In conclusione, i parlamentari invecchiano male?

«Il clima generale del Paese, quel linciaggio strisciante della categoria, non giova. Però alla Camera oggi ci sono servizi di prim'ordine: due o tre ambienti per la riabilitazione, con fisioterapisti e un fisiatra che è sempre presente dal martedì al venerdì. E poi c'è il pronto soccorso, con un cardiologo a disposizione. La convenzione, col Gemelli, funziona».

Attenzione alla spending review.

«La salute viene prima. Semmai mi preoccupa che la mia legge sui defibrillatori abbia un'attuazione al rallentatore. Avevo previsto sessantamila apparecchi, ma siamo fermi a diecimila. Un ritardo fatale per centinaia di persone».

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