Il governo ha varato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minorenni. In questo momento il codice penale prevede che la “capacità di intendere e di volere” del minorenne che commette un reato “si presume fino a prova contraria”. Il Governo vara una nuova norma contro la criminalità minorile e cambia le regole sull’imputabilità dei ragazzi dai 14 ai 18 anni. Finora il giudice doveva, infatti, accertare caso per caso se il minorenne fosse capace di intendere e di volere, con il disegno di legge approvato nel pomeriggio dal Consiglio dei ministri ora “viene invertito l’onere della prova”.
Ad annunciarlo, con un video sui social, è stata la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. “Chi sbaglia deve rispondere delle proprie azioni. Anche quando è minorenne. Oggi il Governo ha approvato un disegno di legge che cambia le regole sull’imputabilità dei minori”, sono le parole della premier sui social. Spiega ancora la presidente del consiglio: “Oggi il governo ha approvato un provvedimento che cambia le regole sull’imputabilità dei minori”, una norma che “colpisce soprattutto chi crede di essere intoccabile, sfrutta i minori come manovalanza per i proprio affari ma serve anche a punire quei ragazzi che pensano di poter fare come vogliono perché sanno che tanto non accadrà loro nulla”.
Ancora: “Comincio da un principio che stiamo cercando di affermare in ogni ambito”, spiega la premier: “Chi aggredisce, chi rapina chi devasta deve pagare sempre, anche se ha 15 o 16 anni, per questo abbiamo agito e continuiamo ad agire, arresto per i minorenni sorpresi con un’arma, norme severe contro la diffusione dei coltelli pene più dure per i danneggiamenti di gruppo. Oggi un passo ulteriore. Il nostro ordinamento prevede attualmente che un minore tra i 14 e i 18 anni risponda del reato solo se un giudice accerta che fosse capace di intendere e di volere. Con questo provvedimento quella capacità si presume sempre. Significa che si potrà ancora dimostrare il contrario davanti a un giudice, ma il punto di partenza cambia, prima si presumeva l’incapacità oggi si presume la responsabilità”.
Il ministro della Giustizia Carlo Nordio, in conferenza stampa ha affermato: “È il tassello finale di tutta una serie di provvedimenti, a cominciare dal decreto Caivano che sono stati adottati in seguito all’aumento della delinquenza minorile. Si tratta di una sorta di facilitazione del processo” perché “anche tutte le norme per quanto riguarda l’età e l’imputabilità sono datate dal codice Rocco, dal codice fascista, quando era diversa la delinquenza minorile, quantitativamente e anche qualitativamente”. Spiega ancora il Guardasigilli: “Il significato politico” è “quello di facilitare le indagini - ha detto il ministro - perché partendo dal presupposto che una persona che commette un reato a 16 anni sia presumibilmente cosciente di quello che sta facendo, spetta al diretto interessato a dare la prova contraria della sua capacità di intendere e di volere, mentre oggi l’indagine è resa più difficoltosa dal fatto che la presunzione sarebbe esattamente opposta”.
