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Il padre della “corte” tra Corano e migranti

Chi è Omar Vanin, uno dei fondatori è pure segretario della Associazione Avvocati di Discendenza straniera

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Dietro la Camera arbitrale islamica italiana, finita sotto la lente della Procura di Padova per la possibilità di risolvere controversie applicando i principi della Sharia, emerge una figura che da anni si muove tra università, istituzioni, diritto islamico e associazioni impegnate sul fronte dell’immigrazione.

È quella di Omar Vanin, avvocato del Foro di Padova, docente a contratto di Diritto internazionale all’Università della medesima città e tra i fondatori dell’organismo costituito lo scorso 3 marzo. Vanin figura inoltre nel comitato di redazione di Aldricus, portale giuridico collegato a EJNita, progetto europeo finanziato dalla Commissione europea e coordinato dal ministero della Giustizia. Una collaborazione che colloca il legale nell’ambito di iniziative istituzionali dedicate alla cooperazione giudiziaria internazionale.

Ma il suo impegno non si esaurisce in quest’ambito. Nel 2022 Vanin ha contribuito alla fondazione dell’Associazione Avvocati di Discendenza straniera (Aads), assumendone il ruolo di segretario. Un’organizzazione impegnata sui temi della cittadinanza, dell’integrazione e della partecipazione delle persone con background migratorio. Il 29 settembre 2023 l’associazione si è riunita a Milano per programmare la propria espansione territoriale e sviluppare collaborazioni con altre realtà associative. Un’attività che mostra come il legale sia impegnato anche nella costruzione di reti professionali legate al mondo dell’immigrazione. L’altra faccia che si sposa alla perfezione con l’islam.

L’associazione nasce dall’iniziativa di un gruppo di avvocati di origine straniera e per ricostruirne le origini è necessario riascoltare l’intervista rilasciata il 12 dicembre 2022 da Rania Maadani a Radio Radicale, quando la donna era presidente dell’associazione. Maadani racconta che il progetto si è sviluppato prendendo ispirazione dalle associazioni statunitensi degli avvocati afroamericani, che i promotori avevano avviato contatti con il Consiglio Nazionale Forense e che la prima assemblea si era svolta aRoma, nel novembre 2022, in occasione dell’Italia Africa Business Week.

La questione, adesso, è arrivata sul tavolo della Procura di Padova, che ha aperto un fascicolo a modello 45, senza indagati né ipotesi di reato, per effettuare accertamenti sull’organismo. L’ennesimo tentativo di sostituzione etnica da parte della galassia islamista che, grazie al piano della Fratellanza Musulmana, ha ordito il piano per conquistare l’Occidente. Il tutto con l’aiuto del mondo pro immigrazione clandestina e delle reti della fantomatica accoglienza.

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