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Il piano casa Sala-Conte? Ex Palasharp, solo un’offerta

Il primo bando, chiuso nel novembre 2025, è stato un fallimento

Ex Palasharp Milano

A due anni dal lancio del Piano straordinario della casa - era il 24 ottobre del 2024, lo presentarono in pompa magna a Palazzo Marino il sindaco Beppe Sala e l’allora assessore alla Casa Guido Bardelli - il progetto che punta a realizzare 10mila alloggi low cost in dieci anni per il ceto medio ancora scricchiola. Il Comune ci mette le aree gratis o quasi. Il primo bando, chiuso nel novembre 2025, è stato un fallimento: una sola area assegnata e le proteste degli operatori immobiliari contro i criteri troppo rigidi imposti dal Comune. L’assessore alle Risorse finanziarie Emmanuel Conte che ha ereditato il «pacchetto» da Bardelli ha modificato i criteri, cercando di venire incontro alle richieste degli attori potenzialmente interessati, Ma ieri si è chiuso il bando lanciato ad aprile ed è arrivata una sola proposta per l’ambito dell’ex Palasharp a Lampugnano che attende da anni una soluzione per uscire dal degrado, il Comune ha offerto l’area in diritto di superficie per 90 anni. Una sola «busta» anche per i 7.200 mq in via San Romanello a Quinto Romano, zero per l’area di via Bovisasca. In compenso, la giunta aveva lanciato a luglio anche un concorso internazionale di idee per ridisegnare due grandi aree del Piano straordinario, Porto di Mare e i 16mila mq tra via Zama e via Salomone e in questo caso sono in tutto 89 i masterplan presentati da progettisti italiani ed europei: 52 progetti per i 150mila metri quadri di Porto di Mare e 37 per via Zama. «Il numero dei masterplan mostra che la città attira competenze e capacità progettuali sui temi che riguardano il futuro dei suoi quartieri - afferma Conte -: un risultato importante, per immaginare non solo nuove case ma due nuovi pezzi di città, con servizi, verde, mobilità. Sulle aree a bando, l’esito si legge insieme con le condizioni che abbiamo posto: canoni accessibili e un ruolo del privato che operi dentro un quadro di obiettivi pubblici definito in partenza. La fase di valutazione dirà quali proposte reggono l’equilibrio».

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