Una «situazione drammatica», causata dal «taglio netto» della pianta organica del personale amministrativo del Tribunale di Milano voluto dal ministero della Giustizia. Tanto da rendere necessarie misure che incentivino i dipendenti a scegliere questa città. E persino da chiedere la dichiarazione di Milano «sede disagiata» nell’amministrazione della giustizia. Un numero colpisce: con l’ultimo concorso sono stati assegnati agli uffici milanesi 94 impiegati, se ne sono presentati solo 5, gli altri hanno rinunciato. Questo per la «sproporzione» tra gli stipendi offerti e i costi del capoluogo.
«Se non avremo risposte - dice Roia -, non potremo più garantire i servizi essenziali». L’allarme è del presidente del Tribunale insieme al presidente della sezione gip, Ezia Maccora, e alla responsabile amministrativa, Federica Fiordalisi. Con un appello rivolto in primis al ministro, Carlo Nordio, e poi al governatore della Lombardia, Attilio Fontana, e al sindaco Giuseppe Sala. Nel mirino c’è il decreto ministeriale del 23 giugno 2026, pubblicato il 15 settembre scorso, che ha rideterminato gli organici amministrativi, assegnando a Milano - questi i calcoli - 891 dipendenti a fronte dei precedenti 1.127 (meno 21%). Particolarmente colpita la categoria dei funzionari. Considerando che la sede è distrettuale, spiega Roia, «abbiamo un impiegato ogni 3.644 abitanti». Molti meno, ad esempio, di Napoli e Napoli Nord (rapporto: uno a 2.168). «Siamo fortemente penalizzati». Alcuni dati della sede milanese, forniti ieri: 35 arresti al giorno, quasi 320mila imprese, 23mila procedimenti pendenti alla Sezione immigrazione più oberata d’Italia, un numero sempre crescente di reati da Codice rosso. «Prima di prendere decisioni - aggiunge il presidente del Tribunale - andavano studiati questi numeri».
Ancora si è fatto notare: «Fin qui abbiamo raggiunto gli obiettivi del Pnrr, ma in queste condizione sarà impossibile continuare con gli stessi ritmi». Potrebbero anche essere ridotte le udienze del pomeriggio. E Roia: «Non ho sentito molti ringraziamenti ai magistrati, che sono artefici del raggiungimento degli obiettivi del Pnrr. Quando sbagliano vengono criticati...». Fiordalisi ha parlato di scoperture per funzionari e cancellieri fino al 60 per cento. «I concorsi sono falliti. Sarebbero previsti, ad esempio, 12 autisti. All’ultima assegnazione non se ne è presentato nessuno». Milano è troppo cara per un assistente giudiziario - è uno dei casi - che guadagna 1.600 euro. Le proposte: «Edilizia convenzionata, concorsi specifici a livello regionale, blocco in uscita che ferma qui gli impiegati per almeno 5 anni, sconti sui trasporti, incentivi in termini di welfare. Oltre alla dichiarazione di sede disagiata con relativi vantaggi economici e di carriera (per i magistrati, ndr)». Conclude Roia, che parla di «massima collaborazione» con il ministero: «Non c’è volontà politica di penalizzarci. Ma visto che Milano ha sempre dato risultati eccezionali, si pensa che Milano tanto ce la farà lo stesso». La coda polemica: «Al di là della battaglia persa di natura referendaria e delle frasi ideologiche, non si sente parlare dei problemi concreti».
