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Incalzato, ma non risponde: Ranucci fugge dal metodo Report

Il conduttore dribbla le domande dei colleghi: “Dell’inchiesta giudiziaria non parlo”

Sigfrido Ranucci durante il suo spettacolo 'Diario di un trapezista' a Cerveteri, Roma, 25 agosto 2026. ANSA/RICCARDO ANTIMIANI

Ranucci viene incalzato, ma non risponde. In pratica, fugge dal metodo che proprio lui ci ha mostrato in anni e anni di conduzione di Report.

Lunedì sera, la trasmissione condotta da Antonino Monteleone su Rai3 ci ha mostrato un Ranucci nervoso, che non voleva assolutamente prendere posizione sul mandante reo confesso dell’attentato contro di lui. Dal 4 agosto, notte della perquisizione a carico di Valter Lavitola, infatti, Sigfrido non è riuscito a pronunciare parole di distacco dal faccendiere che ricordiamo essere sua fonte, amico, ma anche presunta mente dell’azione dinamitarda contro di lui. Dice che vorrà parlare con la magistratura, ma è bene ricordare che ha già avuto due opportunità: la prima il 17 ottobre, il giorno dopo l’attentato, la seconda il 2 luglio, dopo l’arresto degli esecutori materiali. E, proprio davanti ai carabinieri e all’autorità giudiziaria, ha fornito qualunque pista senza però mai fare il nome del faccendiere e del suo factotum, il camerunense Clesio Gomes Tavares, ricercato e latitante in Africa.

“Chi è Corrado?”, gli chiede l’inviato di Filorosso in riferimento al nome pronunciato dai presunti esecutori materiali nelle intercettazioni e poi da Ranucci stesso nella telefonata del 4 agosto con Lavitola. Un nome su cui il conduttore sembra aver fatto confusione a soli due giorni di distanza tra una testimonianza e l’altra. Prima a Il Fatto Quotidiano aveva indicato il nome dello 007 Marco Mancini (che ha poi proceduto per vie legali), mentre ai pm aveva detto che si trattava di un esponente del Clan Moccia. Ma all’inviato risponde con ironia, sviando quindi dal focus principale: “Un bravissimo conduttore”, dice mentre va via protetto dalla sua gente.

Un faccia a faccia avuto anche con Ivan Grieco l’inviato di Pulp Podcast (di Fedez e Mr Marra) trattato con una grande sufficienza quando gli ha fatto notare che “il metodo Report” abbia sempre funzionato in modo diverso rispetto a come lui pretende ora di essere trattato: “Pensa al metodo tuo”. Grieco gli fa notare che Ranucci “rivendica un’amicizia con una persona che gli ha messo una bomba sotto casa” e lui replica che “sta roba la spiego agli inquirenti”, non discostandosi da Lavitola ma dicendo che “io non sono puro. Se potessi andare a cena con Totò Riina io ci andrei”.

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