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Inps, una casa su tre occupata abusivamente

Il presidente Fava presenta la sua strategia: "Denunce e cause civili per il rilascio degli immobili"

Inps, una casa su tre occupata abusivamente
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Stop all'abusivismo. Il presidente dell'Inps Gabriele Fava in commissione parlamentare di controllo sugli enti gestori ha riportato al centro la questione degli immobili occupati e, più in generale, della tolleranza verso l'illegalità che negli anni ha finito per erodere valore economico e autorevolezza dello Stato.

Il punto di partenza sono i numeri. «Al 31 dicembre 2024 risultano occupate senza titolo 1.913 unità immobiliari del patrimonio da reddito», ha spiegato il presidente dell'Inps, aggiungendo che «ulteriori 790 immobili risultano occupati abusivamente da soggetti non identificati, per i quali sono state presentate denunce all'autorità giudiziaria». Come spiegato successivamente dal direttore centrale Patrimonio dell'Istituto, Vincenzo D'Amato, «su 7mila unità di valore, cioè abitazioni, dell'Inps, il 70%, ossia 4.900, sono occupate e di queste 2.800 occupate abusivamente, mentre per quelle libere Inps sta avviando un programma di dismissione». Il 40% di questa parte di asset da valorizzare è perciò in balia dell'illegalità.

Un fenomeno tutt'altro che marginale e che, negli anni, è stato spesso coperto da una narrazione indulgente, se non apertamente giustificazionista. Soprattutto da parte della sinistra affaccendata a tutelare migranti irregolari e squatter da centro sociale (alcuni dei quali portati pure in sedi istituzionali).

Fava ha chiarito che l'Inps non intende più voltarsi dall'altra parte. «L'Istituto attua azioni stragiudiziali e giudiziali per il recupero delle morosità e per il contrasto alle occupazioni abusive», ha detto, precisando che sono in corso «cause civili per il rilascio degli immobili e per il pagamento delle indennità di occupazione dovute a titolo risarcitorio, oltre alle denunce penali nei casi più gravi».

Dall'audizione è emerso poi il quadro complessivo del patrimonio immobiliare dell'Inps, che Fava ha definito «ancora consistente e articolato». Si tratta di immobili strumentali, utilizzati per le sedi e i servizi dell'Istituto, e di un vasto patrimonio da reddito destinato alla valorizzazione. «Il valore netto di bilancio degli immobili strumentali è di circa 390 milioni di euro», ha ricordato il presidente, mentre il patrimonio da reddito conta «oltre 23mila unità immobiliari con un valore netto di circa 1,1 miliardi». Un patrimonio totale di oltre 1,4 miliardi che richiede una gestione più efficiente. La redditività è in miglioramento. «Il reddito operativo lordo del patrimonio da reddito è passato da 54,5 milioni di euro nel 2022 a 66 milioni nel 2024», ha detto Fava. Restano però criticità legate «alle componenti finanziarie, ai costi di gestione e al peso delle imposte locali», che rendono necessario proseguire sulla strada delle dismissioni e della valorizzazione.

In questo contesto si collocano i piani di vendita diretta e il conferimento di immobili a fondi immobiliari gestiti da Invimit. «Nel triennio 2026-2028 sono previsti ulteriori apporti per circa 300 milioni di euro l'anno», ha annunciato Fava. Il presidente ha richiamato anche il tema del social housing, citando in particolare gli immobili in disuso.

Ieri l'Inps ha diffuso anche il monitoraggio sui flussi di pensionamento. Nel 2025 l'Inps ha liquidato 202.708 pensioni anticipate, in calo del 9,9% rispetto all'anno precedente (segno dell'efficacia della stretta sulle uscite), mentre le pensioni di vecchiaia sono state 267.332. Nel complesso le pensioni liquidate sono state 831.285, con un importo medio di 1.229 euro al mese. Resta marcato il divario di genere. L'importo medio delle nuove pensioni liquidate alle donne è pari a 1.056 euro, contro i 1.

437 euro degli uomini.

L'Inps, quindi, è impegnato a voltare pagina. Con una linea chiara: il patrimonio pubblico non può più essere ostaggio dell'illegalità né di un malinteso solidarismo che ha prodotto solo degrado e sprechi.

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