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Intero paese svegliato all’alba dal canto del muezzin: è polemica nel lecchese

La cantilena della preghiera islamica all’alba ha sollevato un nugolo di polemiche a Oggiono, tranquilla cittadina che non vede di buon occhio l’iniziativa

Intero paese svegliato all’alba dal canto del muezzin: è polemica nel lecchese
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Da ieri, in tutta Italia, i musulmani stanno celebrando l’Eid-al-Adha, la festa del sacrificio. Disagi sono stati segnalati in numerose città per gli assembramenti che hanno bloccato intere strade ma anche perché, alle 6 del mattino, i cittadini vengono svegliati dalla nenia del muezzin. A Oggiono, in provincia di Lecco, è in corso una vera e propria levata di scudi da parte dei residenti, che non vogliono essere disturbati all’alba dalla preghiera islamica.

In città, per altro, da giorni è in corso una polemica per il presunto insediamento di una moschea nei pressi della stazione, che sarebbe ora confermata dal canto del muezzin. L’opposizione, formata da liste e centrodestra, ha chiesto chiarezza per verificare se effettivamente quello spazio sia un luogo di culto ed eventuali interventi in caso di conferma. “L’amministrazione di sinistra non solo continua a prendere in giro tutti spiegando che si tratta solo un centro culturale ma ha deciso di chiudere entrambi gli occhi di fronte a una palese violazione del regolamento di polizia urbana del Comune, visto e considerato che al capitolo ‘quiete pubblica’ è fatto espressamente divieto di provocare rumori prima delle 7 del mattino”, dichiarano in una nota Silvia Sardone, vice segretario Lega e Mauro Piazza, sottosegretario in Regione Lombardia.

“Siamo alle solite: secondo i progressisti filo-islamici le regole devono valere solo per gli italiani? A loro si vieta di usare il tagliaerba perché disturba i vicini, ai musulmani si concede addirittura l’altoparlante per il richiamo alla preghiera. Questa disparità di trattamento è vergognosa. Ci aspettiamo ora che il Comune intervenga immediatamente, come richiesto dai consiglieri di minoranza, per le opportune verifiche sulle modalità di utilizzo del capannone in questione e anche per multare la comunità islamica che se ne è fregata allegramente delle norme sul rispetto della quiete pubblica”, conclude la nota. L’idea che ci possa essere un trattamento di favore nei confronti della “minoranza” islamica da parte della sinistra è una percezione diffusa nel nostro Paese. Nasce dalla constatazione che a queste comunità, spesso chiuse e non integrate, quasi delle isole all’interno delle città, vengono concesse libertà e violazioni che ad altri vengono vietate.

Ed esiste anche la percezione che una ben precisa parte politica abbia scambiato l’integrazione con la sostituzione, perché se non si incentiva l’inserimento nella società delle minoranze ma si preme affinché sia la società ad adattarsi alla minoranza, allora esiste un problema di fondo.

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