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L’allarme di Cerno al Tg4: “L’adulterio presto tornerà anche in Italia se non fermiamo l’islamizzazione”

Il direttore ha commentato al Tg4 il caso di Nessy Guerra e ha sottolineato: “Ci sono sentenze che hanno odore di sharia”

L’allarme di Cerno al Tg4: “L’adulterio presto tornerà anche in Italia se non fermiamo l’islamizzazione”
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Il direttore de Il Giornale, Tommaso Cerno, è stato ospite del Tg4 nell’edizione serale per commentare alcuni dei fatti più caldi della giornata, in primis il caso di Nessy Guerra, fermata dalle autorità egiziane perché accusata di adulterio, rilasciata solo dopo l’intervento del ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Sul suo caso, però, tacciono tutte le piazze femministe. “Non possono esserci piazze in Italia perché noi abbiamo le piazze ormai che confondono le democrazie e la libertà dei popoli con la sharia. La ragione per cui una cittadina italiana è stata condannata per adulterio è che la sharia, cioè la legge coranica, è una delle fonti del diritto penale, soprattutto di famiglia, anche in Egitto”, ha spiegato il direttore Cerno, sottolineando che “è quello che le comunità islamiste vogliono fare in Italia. Noi abbiamo i tribunali pieni di cause dove la cultura islamica pretende per sentenza che parte della loro legge coranica, che per loro è superiore alla Costituzione democratica, entri addirittura da noi. Ci sono sentenze che hanno odore di sharia”.

Quindi, ha aggiunto, “non solo non ci sono le piazze, ma c'è un silenzio delle femministe, dei pride per i diritti che cacciano gli israeliani dove la sharia ovviamente non esiste e fanno il tifo per popoli che invece la utilizzano, che è una contraddizione di questo momento delle democrazie. L'islamismo porta con sé questo tipo di culture, per cui o noi capiamo che la democrazia non può aprirsi a tutto, oppure questi casi presto li avremo nei nostri tribunali, perché avremo famiglie islamiste che pretendono la condanna per adulterio alle mogli nel nome dell'integrazione della loro cultura. E manca poco”.

Tra i temi anche la decisione della Regione Campania di porre il vincolo per flora e fauna laddove il governo avrebbe voluto realizzare il nuovo Cpr a Castelvolturno. Un escamotage per bloccare i progetti dell’esecutivo per centri che, in base al decreto Cutro, sono equiparati a strutture per la difesa nazionale. “È la scusa ambientalista dell'immigrazionismo che è l'unica arma che ha la sinistra ormai nei suoi programmi. Loro vogliono gli immigrati in Italia e non vogliono i respingimenti. Fanno di tutto perché vengano accolti in strutture che sono strapagate, e poi vediamo come va a finire. La perdita di controllo ormai è di oltre un decennio, perfino paesi come la Germania, come il Nord Europa, come la Francia stanno cambiando idea. E ovviamente si usa l'ambiente, la razza protetta, come si è fatto per i fiumi, salvo poi trovare l'Emilia Romagna rossa sotto acqua ogni volta che piove”, ha dichiarato il direttore, sottolineando le storture ideologiche dell’attuale sinistra di opposizione, che però è al governo in regioni come la Campania e come la Toscana.

E, infatti, anche qui il Cpr viene contrastato ma sempre nel solco dell’ideologia, come ha evidenziato Cerno. “Giani poi mi meraviglia, visto che sta per riempire la Val di Chiana con un progetto di un polo logistico medievale con tonnellate di cemento che copriranno le colline più belle delle Leopoldine, che ci venga a raccontare che il problema è il Cpr. Vuol dire che in questo Paese ormai si può raccontare qualunque cosa. Ci sono i comitati che lo inseguono da anni per cercare di fermare quello scempio progettato in Val di Chiana, una delle più belle valli d'Italia, e ci viene a dire che il problema è un piccolo Cpr quando sta per coprire di cemento le colline più famose della Toscana.

Insomma, fa solo ridere usare l'ambiente come con il Green Deal per fare altro, cioè la scusa dell'ambientalismo per fare politica immigrazionista”, ha concluso il direttore, smascherando i soliti elementi della sinistra dell’ipocrisia.

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