L’indagine sull’attentato contro Sigfrido Ranucci imbocca una direzione ben precisa, dopo il lungo interrogatorio (9 ore) di giovedì 27 settembre reso da Pellegrino D’Avino e Antonio Passariello, due dei 4 autori materiali della bomba. Il Giornale è in grado di rivelare un punto centrale per gli inquirenti che può chiudere il cerchio: chi ha segnalato alla banda le due auto da colpire, parcheggiate in via Po a Torvaianica, fuori la villetta di Ranucci? È il tassello mancante, un passaggio su cui i magistrati hanno incalzato i bombaroli durante l’interrogatorio. Nella ricostruzione dell’attentato c’è un’ombra. Quando Clesio Gomez Tavares (factotum di Lavitola e intermediario tra i due mondi) aggancia Pellegrino D’Avino gli dà l’ordine di mettere una «botta» fuori una villetta a Roma. Di auto non si parla. Il piano iniziale sarebbe stato quello di piazzare solo una bomba carta sotto l’abitazione. Le auto non vengono mai menzionate né da Tavares né dagli esecutori. La prima volta che spuntano le due auto, una Opel Adam e una Ford Ka, nella disponibilità della famiglia Ranucci, quelle che poi saranno danneggiate dall’esplosione, è il 7 settembre 2025. A citarle, come già anticipato da Il Giornale, è proprio Ranucci che, scrivendo a Valter Lavitola, mandante reo confesso della bomba, gli dà le indicazioni per raggiungere l’ abitazione: «Via Po 91, Torvaglianica, trovi una villetta bianca con auto posteggiata».
Poi specifica: «Due auto». È un messaggio che inquirenti starebbero rileggendo soprattutto alle luce delle dichiarazioni rese da D’Avino e Passariello. C’è un secondo passaggio ammesso nell’interrogatorio dai due bombaroli: Taveres il 10 ottobre, accompagnato da Pellegrino D’Avino, Marika De Filippis e Saverio Mutone, effettua il sopralluogo decisivo. E qui arriva la sorpresa: nel sopralluogo non c’erano le due auto. «Perché - avrebbero riferito Passariello e D’Avino l’ordine non era quello di colpire le due auto ma solo di piazzare una botta fuori il cancello di casa». Chi ha cambiato il piano? E come è arrivata ai bombaroli l’informazione sulle due auto? Qui potrebbe tornare utile l’indicazione fornita da Ranucci a Lavitola il 7 settembre. E le date sono fondamentali: 7 giorni dopo Lavitola e Tavares andranno insieme a Pomezia. Ma l’11 ottobre, quindi cinque giorni prima della bomba, dopo aver realizzato il sopralluogo decisivo, il telefono del camerunense aggancerà la cella compatibile con il ristorante di Lavitola a Monteverde: in quel caso il faccendiere potrebbe aver parlato delle macchine con Tavares, ultimando i dettagli del colpo. La seconda anomalia emerge dal verbale del conduttore del 17 ottobre. Alla domanda degli inquirenti se avesse notato qualcosa di strano nei giorni precedenti l’attentato, Ranucci dice che «la mia scorta mi ha avvisato che la sera prima (giorno dell’attentato) avevano notato fuori casa una moto sospetta che rallentava in prossimità della mia abitazione».
Perché di questo sospetto la scorta non ha fatto controlli o segnalazioni? Poi c’è un ulteriore livello che collega i precedenti e riguarda i tre i luoghi attorno a cui ruota l’attentato. Luoghi che corrispondono ad altrettante abitazioni: la prima è quella di Campo Ascolano, a Pomezia, luogo della deflagrazione dell’ordigno. Dove, stando alle (iniziali) ricostruzioni, Lavitola si sarebbe recato per la prima volta solo 39 giorni prima dell’attentato. Poi c’è l’abitazione di Laura Cianfoni, donna vicina al conduttore, sita a Roma in zona Bufalotta. Infine, quella di Rocca Massima, in provincia di Latina, dove Ranucci si trovava fino a poche ore prima dell’attentato. Una casa che sembra conoscesse anche Lavitola e a testimonianza di ciò ci sono intercettazioni, messaggi, incontri. Tanto che è una delle piste che Ranucci gli indica la notte della perquisizione quando tenta di trovare un alibi all’amico. Quando il faccendiere, però, gli chiese l’indirizzo, il conduttore glielo mandò senza alcuna specifica. Ma sentì il bisogno di aggiungere il dettaglio delle due auto proprio 39 giorni prima della bomba. Siamo sicuri, allora che Lavitola, presenza costante nella vita dell’amico, non fosse mai stato nella casa di Pomezia prima del 7 settembre? E quelle di Ranucci erano solo indicazioni stradali?
