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“La Consulta? Se interverrà lo farà in modo chirurgico”

Parla Giovanni Guzzetta: “L’indicazione certifica la trasparenza nel rapporto fra la coalizione e i cittadini”

"La patente antifascista è da Stato etico: non si introduca la censura preventiva"

La critica politica ci sta tutta, ma evocare l’attentato alla Costituzione è davvero troppo. «Vorrei rassicurare gli italiani - spiega Giovanni Guzzetta, costituzionalista, professore a Tor Vergata - la Corte, se interverrà, lo farà con tagli chirurgici, senza far crollare l’intero castello».

Professore, queste sono le sue previsioni, intanto le opposizioni protestano. Indicare il futuro premier sulla scheda non significa tirare per la giacchetta il presidente della Repubblica?

«E perché? L’indicazione certifica la trasparenza nel rapporto fra la coalizione e i cittadini. Il Quirinale poi farà le sue valutazioni, scegliendo il nome più opportuno: quello suggerito, ma non per forza. Esattamente come avviene anche oggi».

C’è poi la questione della soglia minima e del premio. Come trovare un punto di equilibrio?

«La Consulta ha sempre detto che ci vuole una soglia minima per assegnare il premio, ma non l’ha mai quantificata. Il 42% va bene? Puó darsi che la Consulta sposti la soglia, ma sarà una correzione nel senso della ragionevolezza, presumo contenuta».

E la consistenza del premio?

«Può oscillare, ma non più di tanto. E infatti il legislatore attribuisce ai vincitori un bonus che dal 42% li può portare fino al 55 circa. Mi pare un buon mix, ulteriormente irrobustito dal tetto. Non si possono superare i 220 deputati e i 113 senatori. Forse, ci saranno interventi mirati, ma non credo si andrà oltre. Mi pare una sintesi accettabile fra due esigenze che non sempre vanno d’accordo: la governabilità e la rappresentatività».

Ma così una minoranza avrà le redini del Paese? Non è pericoloso?

«Questo è un pregiudizio culturale: nei sistemi maggioritari o con correzione maggioritaria è una minoranza, la minoranza meno minoranza, che governa. È così in tanti paesi e nessuno si scandalizza: la maggioranza che si forma in Parlamento non è la maggioranza nel Paese».

Le donne saranno umiliate dalla nuova legge elettorale?

«La Costituzione parla di promozione delle donne, non offre garanzie. Quindi il tema non può essere affrontato col bilancino del farmacista».

Ora che cosa succederà?

«Più di un cittadino aprirà un procedimento per contestare questo o quel punto e lo farà davanti a un giudice. Quel giudice stabilirà se sottoporre il quesito alla Consulta. Io credo che un pronunciamento della Corte possa arrivare prima delle elezioni, ma il sistema non verrà stravolto».