Leggi il settimanale
Aggiornato alle ore 11:12
Interni

La discesa in campo di Di Battista mina per il campo largo

L’ex grillino ha già sondato Ipsos: “Schierarsi” vale il 3% togliendo voti a sinistra

Alessandro Di Battista

Da ieri pomeriggio gli azionisti del campo largo - dopo la sbornia di felicitazione della vittoria dei democratici negli Stati Uniti - hanno iniziato a preoccuparsi. Perché da 24 ore è iniziata a circolare una notizia che potrebbe spostare l’inerzia della gara tra centrosinistra e centrodestra. A favore, però, della coalizione di Giorgia Meloni. Secondo le ultimissime indiscrezioni raccolte da il Giornale, Alessandro Di Battista, enfant prodige del grillismo della prima ora, avrebbe deciso di fare sul serio. E addirittura nei prossimi giorni potrebbe fare il grande annuncio. Se fosse così l’associazione Schierarsi, cofondata da Dibba, diventerebbe a tutti gli effetti un partito politico che parteciperebbe alle elezioni per il rinnovo del prossimo Parlamento.

Raccontano che la decisione definitiva dovrebbe arrivare dopo questo weekend. La war room dibattistiana è già all’opera. Non a caso è stato commissionato un sondaggio a Ipsos Doxa per valutare la forza dell’Associazione. Lo studio fotografa un quadro molto positivo per Dibba e la sua creatura. L’ex

allievo di Beppe Grillo può contare su un indice di notorietà altissimo che sfiora l’85%. Dibba riscuoterebbe molto del suo successo nelle regioni del Sud, dove si annidano tanti nostalgici del grillismo della prima ora. E ancora: l’ex 5Stelle intercetterebbe potenziali elettori nelle periferie delle grandi città e tra le fasce più colpite dalla crisi economiche. Il potenziale di Schierarsi potrebbe addirittura arrivare al 13%, andando a intercettare nel girone dell’astensionismo e del dissenso. E in una corsa con gli altri partiti avrebbe una percentuale iniziale del 3% che potrebbe accrescersi nella lunga corsa elettorale.

Così Dibba sarebbe il guastafeste del campo largo e potrebbe togliere consensi agli azionisti della coalizione progressista utili a raggiungere il premio di maggioranza. Non è dato sapere quale sarà il ruolo dell’ex grillino. C’è chi sostiene che alla fine potrebbe ritagliarsi un vestito alla «Beppe», in estrema sintesi da padre nobile del progetto, anche in virtù del recente intervento chirurgico che lo ha segnato profondamente. A ogni modo da padre nobile si spenderebbe nella campagna elettorale che vorrebbe

fare sulla falsariga della prima di Grillo, quando il comico girò tutto lo Stivale con tanto di traversata nello Stretto. La macchina operativa è al lavoro. Raccontano che Luca Di Giuseppe, presidente di Schierarsi, e il coordinatore nazionale Vito Avallone, sono al lavoro in queste ore per definire gli ultimi dettagli. A partire dalla raccolta firme che nella war room ritengono un’impresa non impossibile perché l’associazione «ha una rete di capibastone sul territorio che riuscirebbe ad arrivare al numero di firme richiesto dalla legge elettorale». In questo quadro si parla già dei potenziali candidati. Oltre a una serie di ex grillini, come Alessio Villarosa e Barbara Lezzi, l’idea è di puntare su volti nuovi per dare una svecchiata al Parlamento italiano. E fra i profili che girano c’è anche il magistrato Nino Di Matteo che ha partecipato a una serie di eventi organizzati da Dibba, in particolare sul no alla riforma della Giustizia.

Commenti