Ci siamo, la Lega va a congresso. Un congresso stra ordinario. Le date da segnare sul calendario sono sabato 24 e domenica 25 ottobre all’Allianz MiCo di Milano. Una mossa necessaria e, per molti, astuta quella di Matteo Salvini (foto) costretto a sorprendere chi, negli ultimi mesi, ha messo in discussione la sua leadership. Tanto rumore per nulla. Sì, perché nessuno dei «dissidenti» ha pensato di candidarsi, di competere contro di lui. Il risultato del congresso è già scritto. Matteo Salvini continuerà a fare il segretario, ma con una differenza: una nuova e forte legittimazione. Necessaria per affrontare le prossime elezioni. Mentre nel partito si discute, Salvini pensa alle questioni economiche. Oggi presenterà al ministero dei trasporti il tanto voluto contributo per l’affitto da destinare ai genitori separati. Qualcosa già si muove. Il Veneto è il primo ad aprire la partita per il congresso. Il commissario regionale Andrea Tomaello ha predisposto la prima mozione, un documento aperto alla sottoscrizione di chiunque voglia aderire. Nessuna sfida. La mozione, infatti, non contesta la linea politica del segretario Salvini, ma rilancia alcuni temi identitari del partito: «Il completamento dell’autonomia differenziata e del federalismo fiscale», «la sussidiarietà e la centralità delle comunità locali», «l’identità e la cultura veneta», oltre a lavoro, impresa, semplificazione, sicurezza e legalità. Tutti temi cari a Salvini mentre la Lega con il 7,5%, per l’ultimo sondaggio Emg, torna sopra Futuro nazionale (6,5).
