Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, Meloni «nemica delle donne» come dice la sinistra?
Partiamo da un dato: Meloni non ha mai guardato con favore alle quote, nemmeno alla mia legge sulle quote nei CdA. Detto ciò, definire la premier una “nemica delle donne” sulla base di questa norma è una forzatura. La legge dà la responsabilità ai partiti. Non mi sembra che i sistemi testati finora abbiano “favorito” le donne. Alle donne chiedo che osino di più, si propongano e impongano».
Criticano pure il capolista bloccato. Come se fosse scontato che sarà appannaggio degli uomini?
«Esatto, è una discussione che mi ha sconcertato. La questione allora non è la legge ma una scarsa fiducia nei segretari dei partiti. Le preferenze restituiscono a loro e alle stesse donne la responsabilità. Il mio appello è ai partiti perché scelgano più donne capoliste».
C’è il “soffitto di cristallo”?
«Lo dicono i numeri: 33% di donne in Parlamento salutato come un risultato straordinario! Il tetto esiste, lo stiamo certamente intaccando. Magari negli ultimi 4 anni qualcosa è cambiato: una donna premier, come Giorgia Meloni, e la stessa Schlein vincitrice alle primarie. Magari le preferenze ci stupiranno.
Noi come sempre ci saremo mettendo a disposizione, di tutti i partiti, il patrimonio di competenze della Fondazione Bellisario. Servono più donne in politica non per equità ma per qualità delle scelte che saremo chiamati a compiere come Paese».
