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“La legge della Meloni non è contro le donne”

Lella Golfo: “I capilista bloccati? Falso problema. I partiti possono scegliere tra le colleghe”

Lella Golfo
Foto Francesco Ammendola / Ufficio stampa Quirinale/LaPresse 27 Giugno 2025 Roma - Italia Quirinale: Segio Mattrella incontra le vincitrici della XXXVII edizione del Premio Bellisario Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella con Roberta Metsola, Presidente Parlamento europeo,Lella Golfo, Presidente della Fondazione Marisa Bellisario e Gianni Letta, Presidente della commissione esaminatrice del Premio, in occasione della presentazione delle vincitrici della XXXVI edizione del Premio Bellisario (foto di Francesco Ammendola - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica) DISTRIBUTION FREE OF CHARGE - NOT FOR SALE

Lella Golfo, presidente della Fondazione Bellisario, Meloni «nemica delle donne» come dice la sinistra?

Partiamo da un dato: Meloni non ha mai guardato con favore alle quote, nemmeno alla mia legge sulle quote nei CdA. Detto ciò, definire la premier una “nemica delle donne” sulla base di questa norma è una forzatura. La legge dà la responsabilità ai partiti. Non mi sembra che i sistemi testati finora abbiano “favorito” le donne. Alle donne chiedo che osino di più, si propongano e impongano».

Criticano pure il capolista bloccato. Come se fosse scontato che sarà appannaggio degli uomini?

«Esatto, è una discussione che mi ha sconcertato. La questione allora non è la legge ma una scarsa fiducia nei segretari dei partiti. Le preferenze restituiscono a loro e alle stesse donne la responsabilità. Il mio appello è ai partiti perché scelgano più donne capoliste».

C’è il “soffitto di cristallo”?

«Lo dicono i numeri: 33% di donne in Parlamento salutato come un risultato straordinario! Il tetto esiste, lo stiamo certamente intaccando. Magari negli ultimi 4 anni qualcosa è cambiato: una donna premier, come Giorgia Meloni, e la stessa Schlein vincitrice alle primarie. Magari le preferenze ci stupiranno.

Noi come sempre ci saremo mettendo a disposizione, di tutti i partiti, il patrimonio di competenze della Fondazione Bellisario. Servono più donne in politica non per equità ma per qualità delle scelte che saremo chiamati a compiere come Paese».

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