«Maranza e centri sociali, pene esemplari per questi criminali». Ecco quanto scritto sullo striscione che ha fatto partire il presidio organizzato dal centrodestra milanese per dare solidarietà ai commercianti, alle forze dell’ordine e alla cittadinanza, dopo che le manifestazioni di sabato e domenica si sono trasformate in una guerriglia urbana che ha distrutto parte del centro città. Ma quella che doveva essere una manifestazione per ribadire che a Milano «il centrodestra c’è», come sottolineato dalla candidata sindaco della Lega Silvia Sardone, ha visto anche momenti di colluttazione tra i partecipanti e alcuni ragazzi arrivati per interrompere il presidio.
Al centro della piazza un gazebo e le bandiere sventolanti di Forza Italia, Fratelli d’Italia, Noi Moderati e Lega e una raccolta firme per la petizione pro commercianti, forze dell’ordine e cittadini, ne sono state raccolte circa duecento. Un centinaio di persone si sono radunate per manifestare, chiamate dalla stanchezza di queste giornate di confusione. Tra i presenti anche il presidente del Senato Ignazio La russa, che ha parlato dell’aizzamento delle piazze: «Quando si condanna la violenza non ci vuole nessun però, si condanna e punto», ha detto riferendosi alle dichiarazioni di Mario Calabresi. Il presidente ci è andato giù duro anche con il sindaco Sala: «Io penso che chi chiede più forze di polizia deve essere lo stesso che vuole più soldi per loro e che gli permetta di svolgere il loro mestiere». Insomma, per La Russa la situazione è chiara, parte di ciò che è successo è responsabilità della sinistra. Il presidente non si è lasciato intimorire neanche quando un gruppo di ragazzi, arrivati per interrompere la manifestazione, gli ha gridato: «Sei il primo burattinaio». Ed è andato via con la scorta ridendo. Le tensioni ci sono state. I ragazzi delle piazze di questi giorni sono arrivati cercando di portare scompiglio. Tra grida e insulti anche una colluttazione tra uno dei partecipanti e uno dei ragazzi, è partito qualche schiaffo. Situazione placata dal candidato sindaco di Forza Italia, Matteo Perego. Ha rincorso il gruppo, separato dai manifestanti da un cordone di polizia schierato, per cercare di fare rientrare la situazione. «Non importa se sono tredicenni, quattordicenni, quindicenni: se prendi un sasso e lo tiri contro le forze dell’ordine, sei un criminale e devi essere punito per questo», ha sottolineato dicendo che il periodo degli alibi della sinistra «deve finire».
Insulti anche alla candidata della Lega Silvia Sardone, che ha accusato duramente il primo cittadino: «In questo momento è in corso il consiglio comunale di Milano, il sindaco Beppe Sala non si è nemmeno presentato in consiglio. Ricordo che il sindaco è anche assessore alla sicurezza». Secondo Sardone i ragazzi delle piazze non vanno chiamati «maranza, questi sono delinquenti e come tali devono essere trattati», ha rimarcato acclamata dalla folla. Intervenuta anche l’ex sindaco Letizia Moratti, che ha ribadito, come gli altri della coalizione prima di lei: «Il sindaco attuale dice che quando abbiamo troppa polizia militarizziamo la città» e quando gli agenti, a suo giudizio, sono troppo pochi «dice che appunto sono insufficienti». I disordini sono durati poco, una trentina di minuti. I ragazzi hanno lanciato petardi ma sono stati prontamente bloccati. I partecipanti alzavano cartelli con scritto «i nostri figli hanno bisogno di esempi, non di maestri di violenza». Ciò che è emerso, però, dalla piazza di ieri è che il centrodestra vuole «governare presto Milano», come ha specificato sul finale Perego.
