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La Russa: “Ora decida Meloni. Cottarelli non era disponibile”

Il presidente del Senato risponde a Forza Italia che accusava gli alleati di aver affondato la candidatura del professore. “Un errore mettergli la maglietta anzitempo. Anche Calenda perplesso”

Italian Senate President Ignazio La Russa and Italian Prime Minister Giorgia Meloni� attend a� wreath-laying ceremony at the Altar of the Fatherland (Altare della Patria)� during celebration for the� � 79th Liberation Day, in Rome, Italy, 25 April 2024.� ANSA/GIUSEPPE LAMI

Potrebbe (o dovrebbe) toccare alla premier Giorgia Meloni, dopo essersi consultata con i vice Matteo Salvini e Antonio Tajani, decidere il candidato sindaco del centrodestra a Milano. A sentenziarlo il suo plenipotenziario in Lombardia Ignazio La Russa dopo il pranzo organizzato a casa sua con i papabili, ma forse anche visti i fuochi d’artificio che hanno dato fuoco alla polveri. Prima l’annuncio di un ex candidato come Luca Bernardo che passando con i futuristi ha consentito al generale Roberto Vannacci di espugnare Palazzo Marino, poi l’autocandidatura a sinistra del papa laico e straniero Mario Calabresi e infine il passo indietro di Carlo Cottarelli, il professore della Cattolica che alla fine ha declinato la corte del segretario di Forza Italia Antonio Tajani.

Ed è proprio lui a incendiare indirettamente involontariamente le polveri. «Chi nel centrodestra ha cercato di contrastare, indebolire o sabotare la candidatura di Cottarelli ha compiuto un atto di incoscienza», ha tuonato ieri il deputato e segretario regionale di Forza Italia Alessandro Sorte dopo giorni di punzecchiature a un possibile candidato accusato di essere un transfuga della sinistra in cerca di ricollocazione. «Era una candidatura - aggiunge Sorte - che avrebbe consentito di allargare il perimetro della coalizione, di rafforzarne l’area moderata e riformista e di intercettare i tanti delusi da 15 anni di amministrazione di centrosinistra». Troppo per La Russa che incontrando i cronisti a Palazzo Madama non gliele ha mandate a dire. «In queste settimane - la sua replica piuttosto piccata - ora posso dirlo, ho sentito Cottarelli almeno quanto, ma credo di più degli esponenti di Forza Italia, milanesi e non». Incoraggiandolo «a valutare una sua disponibilità a essere il candidato del centrodestra allargato», registrando però «la sua indisponibilità, manifestando problematiche personali e familiari». Considerando «semmai priva di prudenza la corsa di Fi a volergli mettere una maglietta anzitempo, quando persino Calenda è apparso intelligentemente cauto come me». E quindi? «Ora - conclude La Russa - si tratta di mettere da parte ogni distinguo interessato e affidare, dopo un serio sondaggio, la scelta a Giorgia Meloni e ai suoi vicepresidenti con la consapevolezza che è emersa la volontà della quasi totalità dei candidabili a unire le loro forze a prescindere da chi sarà il prescelto». I nervi sono parecchio tesi, la sfida è partita.

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