La sinistra coccola e «legalizza» antagonisti e centri sociali. Ma le responsabilità dello sfascio di Torino, in Val di Susa, sono del presidente del Consiglio Giorgia Meloni e del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. Classico copione. Silenzio, imbarazzo e rilancio. Elly Schlein aspetta 48 ore per commentare (e condannare) l’assalto alle forze dell’ordine compiuto dai movimenti No tav in Val di Susa. Un lungo silenzio che ha creato qualche imbarazzo nell’ala più moderata del partito.
A Torino è andato in scena un piano di guerriglia premeditato la cui regia è sempre nelle mani degli stessi: centri sociali, blocchi neri, movimenti pro Pal e antagonisti. Quel mondo che la sinistra protegge e coccola da anni. Una sinistra violenta che la Procura di Torino conosce bene. Sarebbe bastato chiedere notizie all’ex magistrato Gian Carlo Caselli che per anni ha indagato su quel mondo. Avs in Piemonte è da sempre al fianco di Askatasuna, il centro sociale protagonista di violentissimi attacchi contro le forze dell’ordine. Lo stesso centro sociale a cui il Comune di Torino, a guida Pd, vuole affidare la gestione di spazi pubblici. L’ala pro Pal del Pd non nasconde le simpatie per i movimenti che si ispirano alla Flotilla.
Dopo la solidarietà di facciata, è partito l’attacco al governo. La colpa dei 120 feriti, tra gli agenti di polizia, a Torino? Di Piantedosi e Meloni. Il Pd mette la prima e va all’attacco. «In Val di Susa è andato in onda il fallimento del governo nella gestione della sicurezza, non ci provino nemmeno a coinvolgere la sinistra in responsabilità che sono unicamente loro» dice di buon mattino la responsabile Giustizia del Pd Debora Serracchiani. Per carità. La colpa è del governo. Mica dei suoi amici di Avs che sfilano accanto ad Askatasuna.
«Se i risultati di decreti a ripetizione, dell’inasprimento delle pene e dell’introduzione di nuovi reati sono i recenti fatti di Bologna e della Val di Susa, la gestione del governo è evidentemente fallimentare. I tentativi della destra di scaricare le responsabilità sull’opposizione sono quantomeno maldestri» rilancia Anna Rossomando (Pd). Proprio lei, la senatrice Rossomando, una piemontese doc. Che conosce bene le gesta del mondo anarchico torinese. Un mondo molte volte vicino alla sinistra di cui lei fa parte. «I plurimi decreti sicurezza sono stati illustrati, tra l’altro, come strumenti necessari a contrastare l’azione dei violenti. Invece i violenti nonostante i proclami continuano ad assaltare i cantieri, ad aggredire le forze di polizia e a sfasciare le città» insiste l’ex ministro della Giustizia Andrea Orlando.
Che però incassa una replica live dal suo ex collega di partito Stefano Esposito, uno che conosce bene il mondo della sinistra extraparlamentare piemontese: «Caro Andrea, vorrei ricordarti la contiguità dei vostri alleati M5s e Avs a questi movimenti violenti». Affondato. La senatrice del Pd Valeria Valente chiede di isolare i violenti: «La verità ormai sotto gli occhi di tutti, di cui Piantedosi e Meloni devono rendere conto ai cittadini: il manifesto fallimento del governo sulla sicurezza dopo 6 provvedimenti ad hoc e la conclamata incapacità tecnico-operativa del ministro Piantedosi. Perché i violenti della Val di Susa non sono stati isolati prima?». Chi dovrebbe isolarli? La destra? Peccato che proprio il sindaco Pd di Torino avrebbe voluto coinvolgere un pezzo del movimento No tav nella gestione degli spazi comunali. È un dettaglio che sarà sfuggito alla senatrice dem.
