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L'Avanti, Berlusconi e il carcere: le mille vite di Valter Lavitola

"Valterino" è stato implicato in molte vicende giudiziarie, in politica, nel mondo del giornalismo e pure in una loggia massonica

L'Avanti, Berlusconi e il carcere: le mille vite di Valter Lavitola
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La casa di Montecarlo che affondò la carriera politica di Gianfranco Fini. La compravendita di senatori per far cadere il governo Prodi. La tentata estorsione ai danni di Silvio Berlusconi per il giro di escort alle cene eleganti. Le tangenti per gli appalti a Panama. Le truffe sui fondi per l'editoria. Sono solo alcune delle vicende giudiziarie che vedono implicato Valter Lavitola, il 60enne faccendiere incappato nell'ennesima indagine, questa volta l'attentato al giornalista Sigfrido Ranucci. E dire che da un pò di anni il suo nome mancava dalle cronache. Nuova vita dopo le amicizie con i potenti ed oltre 4 anni di carcere.

Lavitola sembrava essersi ormai dedicato al suo bistrò di pesce nel quartiere Monteverde di Roma, "un angolo di autentica atmosfera mediterranea nel cuore della città", come recita il sito. Ma evidentemente il mestiere di ristoratore stava stretto a quello che sembra un personaggio cinematografico a metà tra Zelig e Manuel Fantoni. Nato a Salerno, si laurea in Scienze politiche e proprio la politica è la passione di "Valterino", come lo chiamano i compagni del Partito socialista cui si iscrive a soli 18 anni. Alla stessa età entra in una loggia massonica, precoce attestato di una certa poliedricità di interessi. La sua carriera si sviluppa al crepuscolo del Psi squassato da Tangentopoli e con Bettino Craxi ad Hammamet. Un imprenditore, interrogato dai pm di Napoli, riferì in tribunale che Lavitola era il pupillo di Craxi e che a lui era stato affidato il compito di portare in Tunisia i soldi di Silvio Berlusconi per l'ex segretario latitante. Come molti di area socialista approda poi a Forza Italia (nel 2004 è candidato alle Europee ma non viene eletto).

Nel 1998 la svolta: prende in mano la storica testata L'Avanti e poi ne diventa editore-direttore. Proprio sull'Avanti nel 2010 pubblica lo scoop che lo rende famoso: il documento ufficiale dello Stato caraibico di Saint Lucia che indicava in Giancarlo Tulliani, cognato dell'allora vicepremier Fini, il proprietario della società offshore che aveva acquisito l'appartamento di Montecarlo lasciato in eredità ad Alleanza Nazionale. Frequenta l'allora premier Berlusconi e lo segue in alcuni viaggi ufficiali all'estero. Iniziano quindi i guai giudiziari, con l'accusa di tentata estorsione proprio ai danni del Cav, insieme a "Giampi" Tarantini. Viene condannato a due anni e otto mesi, dopo un periodo di latitanza in Sudamerica rientra e va in carcere a Poggioreale. Dopo alcuni anni gli vengono concessi i domiciliari ma li viola e torna in prigione, questa volta a Regina Coeli. Intanto fioccano altre condanne per appropriazione indebita di 20 milioni di finanziamenti statali all'Avanti e per concorso in corruzione per la compravendita dei senatori. Altra pena per tentata estorsione ad Impregilo. Lui stesso parlò di "23 indagini in 4 mesi" aperte nei suoi confronti.

"Io fin da bambino avevo il sogno di fare il parlamentare", ha rivelato in una recente intervista. Il sogno non si è avverato ma le altre sue mille (dis)avventure testimoniano che 'Valterinò non se ne è stato con le mani in mano.

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