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la polarizzazione algoritmica

Lepore e Salis, quando l’hashtag è un boomerang

Sia per il sindaco di Bologna che per l’eurodeputata di Avs i sentiment in rete sono rovinosamente precipitati

Molto probabilmente il sindaco di Bologna Matteo Lepore e l’eurodeputata Ilaria Salis, pur in contesti e ragioni molto diversi tra loro, hanno compreso negli ultimi giorni quanto il funzionamento della polarizzazione algoritmica somigli a quello del boomerang, l’antico strumento di caccia delle tribù aborigene australiane: ogni qualvolta non colpisce il bersaglio torna indietro con il rischio di far male proprio chi l’ha lanciato. È la legge del contrappasso applicata però alla volatilità della rete e delle piattaforme.

Matteo Lepore ha lanciato con forza il suo boomerang per cacciare in una sola volta più prede, l’indignazione, la rabbia, la sete di giustizia e di ribellione dei bolognesi, convinto di riuscire a intestarsi la mobilitazione popolare per chiedere giustizia e verità per la tragica morte di Abderrahim Fakir. Una chiamata, tanto frettolosa quanto irresponsabile, che si è immediatamente amplificata grazie ai social e per questo si è da subito distorta geneticamente provocando la contrapposizione prima digitale e poi fisica che si è riversata nelle strade del capoluogo emiliano. Solo che ciò che la rete dà, in audience e in popolarità, al tempo stesso la rete toglie, in credibilità e in reputazione. Infatti, da domenica sera il sentiment online nei confronti del sindaco è rovinosamente precipitato raggiugendo picchi di negatività del 94%. Ma l’estate da bollino rosso, ovviamente riferita non al caldo torrido ma agli atteggiamenti negativi con i quali gli utenti scelgono di commentare le iniziative e le dichiarazioni dei politici, non ha investito solo il sindaco Lepore, ma anche la parlamentare europea di AVS,

Ilaria Salis che dopo costruita la sua narrazione personale sulla difesa a tutti i costi dei diritti degli ultimi, degli emarginati e di coloro che non hanno i soldi e le possibilità neanche per fittarsi un tugurio come casa, si è vista condannare dal Tribunale del Lavoro di Milano a

Risarcire con poco più di 300mila euro i due ex collaboratori che erano stati licenziati senza motivazione o giusta causa in anticipo rispetto alla scadenza dei contratti stipulati per lo “sviluppo” di “progetti finalizzati alla valorizzazione del ruolo del parlamentare europeo”. Anche per la paladina Salis il boomerang della rete è tornato indietro a colpirla duramente con un sentiment negativo che ha invece raggiunto la percentuale del 97%. Condanna dalla giustizia e parimenti condanna dal tribunale dell’Hype.

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