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“Libertà di manifestare? Questi sono atti di terrorismo”

Alberto Cirio: “La Regione Piemonte ha avuto un danno duplice da queste violenze. Un danno economico diretto per la devastazione e un danno indiretto di immagine gravissimo”

Torino, Fi in pressing: il sindaco cacci Avs

Il presidente della regione Piemonte Alberto Cirio non usa giri di parole per condannare la violenza dei No Tav in Val di Susa e definisce «terrorismo» la devastazione dei black bloc. Non a caso la Giunta regionale ha deciso di costituirsi parte civile nei procedimenti che seguiranno agli scontri avvenuti sabato scorso a Chiomonte.

Presidente Cirio, a cosa si deve la decisione della regione di costituirsi parte civile nei processi per la devastazione No Tav?

«Abbiamo assunto questa decisione in accordo con il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, è stata una nostra volontà condivisa. La Regione Piemonte ha avuto un danno duplice da queste violenze. Un danno economico diretto per la devastazione e un danno indiretto di immagine gravissimo. Chi avrebbe voluto prenotare una vacanza questa estate in Val di Susa dopo ciò che è accaduto potrebbe essere tentato di cambiare destinazione».

La sinistra a parole ha condannato le violenze ma nei fatti a Torino alcuni consiglieri comunali hanno partecipato al consiglio comunale con la bandiera No Tav, non crede ci sia vicinanza tra una certa sinistra e i mondi No Tav?

«L’aspetto più grave si è verificato durante la conferenza stampa indetta dai No Tav quando Nicoletta Dosio, una delle fondatrici del movimento, ha affermato di non prendere le distanze dalle violenze e aggiungendo che i danni dei No Tav sono minori di quelli provocati dai cantieri. Mi attendo dalla sinistra una condanna di questi movimenti alla luce di tale affermazioni. I politici che sventolano le bandiere No Tav, sventolano bandiere di un movimento che rivendica la violenza. Gli atti di terrorismo che abbiamo visto in Val di Susa non sono diritto di manifestare, si è superata un’asticella pericolosa».

Ciò che colpisce è anche l’accondiscendenza di una certa borghesia già riscontrata per Askatasuna

«Chiunque legittimi questi mondi, che sia borghese o non borghese, sia di destra o di sinistra, si mette sul loro piano, pertanto chiunque usi toni giustificazionisti deve assumersi responsabilità di esserne in qualche modo corresponsabile. Serve chiarezza inequivocabile da parte di tutti».

A proposito di Askatasuna, che ruolo ha avuto nella violenza ai cantieri per la Tav?

«Dietro la regia degli scontri parrebbe esserci un collegamento con il mondo di Askatasuna. In Val di Susa c’era una netta volontà di mettere a ferro e fuoco e non si può parlare di una manifestazione scappata di mano, l’unico obiettivo era contrapporsi alle forze dell’ordine. È incredibile che qualcuno pensasse di collaborarci».

Intanto ieri il Consiglio regionale del Piemonte ha approvato lo stop al blocco degli euro 5 diesel

«Siamo la prima regione del bacino padano a liberarsi di questo spettro europeo che avrebbe bloccato 3 milioni di veicoli dal 1 ottobre, 307.000 mila solo in Piemonte. Abbiamo lavorato sui biocarburanti, sull’intelligenza artificiale, sugli incentivi per i mezzi pubblici coniugando le esigenze dei cittadini con gli standard ambientali come certificato anche dall’agenzia per l’ambiente regionale».

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