Il libro della Mira, il Ramadan di Soumahoro e il recinto islamico: ecco il podio dei peggiori

In finale allo Strega il libro che giustifica Acca Larentia. Soumahoro vuole il Ramadan festa per tutti ma non nelle coop di famiglia. A Roma le musulmane confinate in un recinto. Ecco il peggio della settimana

Il libro della Mira, il Ramadan di Soumahoro e il recinto islamico: ecco il podio dei peggiori
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Soldi in contanti, auto, feste pagate, lavori affidati a imprenditori amici. Il dietro le quinte delle gare a Bari nascondeva lo spericolato e spregiudicato "sistema Pisicchio". L'inchiesta sul voto di scambio in Puglia fa emergere il lato oscuro della politica targata Partito democratico e soprattutto fa definitivamente saltare il banco del campo largo a lungo tessuto da Elly Schlein. I contorni sono ovviamente da operetta: Giuseppe Conte che ritira i grillini dalla maggioranza in Regione, l'ex sardina che rischia grosso a meno di due mesi dalle elezioni comunali e soprattutto il governatore Michele Emiliano che continua a tramare, indefesso, col nemico a Cinque Stelle. Tutti personaggi da podio dei peggiori. Ma sono storie, ahinoi!, già scritte e tristemente già viste. Così per questa settimana, cari podisti, vi proponiamo una triade più interessante.

Al terzo posto del Podio questa settimana troviamo Valentina Mira e il suo romanzo Dalla stessa parte mi troverai. La storia, arrivata in finale al Premio Strega, raccontata nel libro è quella terribile, drammatica, vergognosa dei barbari omicidi di Acca Larenzia. Una ferita mai rimarginata in quella che rimarrà per sempre una pagina buia del nostro Paese. Lì furono freddati dall’eversione rossa due giovani missini Franco Bigonzetti e Francesco Ciavatta. Poi, nei disordini di piazza che ne seguirono, perse la vita Stefano Recchioni. Era il 7 gennaio del 1978. E oggi dopo 46 anni c’è ancora chi ha il coraggio di speculare su quell’orribile mattanza. Così, allora, i terroristi avevano rivendicato l’esecuzione: "Un nucleo armato, dopo un'accurata opera di controinformazione e controllo alla fogna di via Acca Larenzia, ha colpito i topi neri". E così, oggi, Valentina Mira liquida l’attacco: "Mentre escono dalla sezione, due di loro vengono ammazzati. Gli sparano. Sono anni in cui si uccide. Sono anni in cui loro sono i primi ad ammazzare".



Al secondo posto fa grande ritorno il deputato con gli stivali, Aboubakar Soumahoro. Non potendo più battersi per gli immigrati, visti gli scandali che hanno travolto le cooperative gestite dai suoi famigliari, si è buttato sugli islamici. Nei giorni scorsi ha, infatti, fatto sapere di aver presentato una proposta di legge per rendere festivo il giorno dopo la fine del Ramadan. "È un modo concreto - dice lui - per riconoscere, aggiornare, adattare e armonizzare le leggi del nostro paese con la realtà attuale". Il solito politicamente corretto dell’inclusione a tutti i costi. E dire che nelle cooperative della moglie nessuno si preoccupava di far festeggiare il Ramadan ai dipendenti. Anzi… sentite cosa ha raccontato uno di loro al nostro Giornale: "Si lavora nei giorni festivi, sabato e domenica, nonché in tutte le occasioni religiose e festività nazionali".

A proposito di Ramadan, le fotografie arrivate da Roma mentre la comunità islamica festeggiava l'Eid-El-Fitr. Un pugno nello stomaco. I fedeli musulmani davanti a pregare e, dietro di loro, le donne. Le loro donne, le loro mogli, le loro figlie, le loro parenti rinchiuse in un recinto. Le immagini sono state scattare nel quartiere di Centocelle.

E la dicono lunga su una religione, quella islamica, che ancora oggi schiaccia e marginalizza le donne, non solo obbligandole a portare il velo islamico, a contrarre matrimoni combinati o chiudendole in casa per non farsi contaminare dalla cultura occidentale. E nessuno dica che certe storture sono proprie solo dell’Islam radicale. Altrimenti si fa il loro gioco... e il nostro male.

Festa di fine Ramadam a Roma

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