Matteo Salvini e Massimo Garavaglia, dopo il botta e risposta del giorno precedente, si stringono la mano. Il congresso della Lega a Milano comincia così, con il sorriso dei due sfidanti. Il primo aveva convocato il conclave del Carroccio dal palco di Pontida, dopo un’estate agitata dai mal di pancia dei «nordisti». Il secondo, ex ministro del Turismo, arriva con tanto di cravatta verde. Anche i colori sono importanti. E per questo congresso la Lega salviniana ha puntato molto sul rosso e sul blu e sullo slogan «di lotta e di governo». Anche le musiche fanno parte del rituale, come il jingle scelto tra un intervento e l’altro, quello della sigla della serie tv Succession, dove quattro figli tentano - «senza riuscirci», come viene ricordato da qualcuno con un pizzico di malizia - di prendere il controllo dell’azienda di famiglia e «fare le scarpe» al padre.
La prima giornata del congresso porta in dote delle novità ufficiali, come l’annunciata nuova segreteria politica. Un organo dove dovrà esserci Luca Zaia, secondo Claudio
Durigon, che chiede all’ex doge di «metterci la faccia» perché in questo momento «non ci si può tirare indietro». Il congresso approva anche all’unanimità le 11 mozioni presentate, tra cui il documento sulla questione settentrionale, quello per il Mezzogiorno, l’immigrazione controllata, la remigrazione e l’atto di indirizzo in difesa dell’automotive e contro le politiche ambientali dell’Ue. L’assise diventa anche un processo al capogruppo in Senato Massimiliano Romeo, il dissidente che ha chiesto a gran voce un rinnovamento scrivendo anche un libro. «Non si può mettere in discussione un segretario per quelle che sono diatribe personali interne trasformandole in un dibattito nazionale. Prima di tutto viene il bene della Lega» lo attacca il senatore Marco Dreosto, che è anche segretario del Carroccio in Friuli Venezia Giulia, ribadendo il suo sostegno a Salvini, come fa anche il tesoriere Alberto Di Rubba. Romeo «ha sbagliato metodo e modo» anche per Durigon, che parla di «problemi in Lombardia». Gli stessi su cui ironizza anche Zaia: «Che cosa vi mangiate lì, vi vedo agitati...».
Romeo controreplica: «Il problema non è dentro la Lega ma è la gente fuori che non ci vota più. Cosa c’è di così rivoluzionario nel chiedere una guida più collegiale? Ho proposto una Lega nazionale confederata al Nord, al Centro e al Sud, è un’eresia?».
Il deputato Andrea Crippa, commissario in Toscana, resta schierato con Salvini e affonda contro i nordisti che criticano Salvini per un «posto in lista alle prossime elezioni». «No signore, è una questione politica» risponde Romeo, che si definisce «un uomo libero» che dice quello che pensa «anche se sto che rischiando il posto». E che trova «scandaloso» che dopo 35 anni di militanza venga «boicottato dalle sedi della Lega» per presentare il suo libro. Ma comunque, conclude, «io sono nato nella Lega e ci resterò per sempre, anche se dovessero essere presi provvedimenti nei miei confronti».
