Dove non arriva la politica e il voto democratico ci pensano i tribunali. Il vecchio vizio della sinistra di utilizzare i ricorsi quando viene approvata una legge sgradita non solo è duro a morire ma è più attuale che mai come dimostra la campagna messa in campo da figure della società civile, scrittori, artisti (con una precisa regia politica) contro la nuova riforma della legge elettorale.
Oggi alla Camera dei Deputati si svolgerà infatti una conferenza stampa «per illustrare i ricorsi che partiranno in tutto il paese per arrivare nei tempi più brevi possibili ad un giudizio della Corte costituzionale». Si tratta di un’iniziativa promossa dall’associazione Costituzione e Democrazia attiva già da settimane per cercare di bloccare la nuova legge elettorale.
A spiegare il senso del progetto è il costituzionalista Roberto Zaccaria che a Repubblica afferma: «Adesso tocca noi. Alla società. Non penso solo ai giuristi. Vogliamo rimettere in piedi quell’arcipelago di impegno e passione civile che ha mostrato di sapersi mettere in gioco».
L’obiettivo è dar vita a una «rete anti-Melonellum» che coinvolga associazioni, sindacati, parrocchie (!), enti locali con le consuete parole d’ordine per riunire tutti quelli che sono «Dalla parte della Costituzione». Non è un caso che sia questo il titolo utilizzato per il convegno che si è svolto lo scorso 28 settembre a Milano e che si ripeterà in varie città a cominciare da Firenze il 20 ottobre. Da qui la discesa in campo di varie personalità del mondo della cultura, dell’arte, delle professioni che hanno sposato la battaglia. Tra questi figurano Maurizio De Giovanni, Luciano Canfora, Rosy Bindi, Nando Dalla Chiesa, Marisa Laurito, Gad Lerner, Gianfranco Viesti, tutti impegnati per affossare la nuova legge elettorale.
Per comprendere il tenore dell’operazione basa leggere le dichiarazioni di alcuni degli intervenuti all’evento milanese tra cui il segretario di Rifondazione Comunista Maurizio Acerbo: «È un golpe elettorale, un golpe istituzionale: attraverso la legge elettorale si sta stravolgendo l’essenza stessa della Costituzione» o il giornalista Paolo Berizzi «muovendoci in questa direzione finiamo, senza quasi accorgercene, in un Paese che non è più libero».
Massimo Giannini si è invece rivolto direttamente all’esecutivo: «No, caro governo, la Costituzione è e resta la casa di tutti gli italiani, e tu non la puoi prendere a picconate a tuo totale piacimento». Intanto l’entrata in vigore della riforma sarà il 26 ottobre e dal giorno successivo potranno essere depositati gli atti nei distretti giudiziari italiani da cui i giudici dovranno poi sollevare il conflitto sulla legge elettorale alla Consulta.
Passano gli anni ma il modus operandi resta lo stesso del vecchio Pci, secondo cui, tutto ciò che non era di gradimento a via delle Botteghe Oscure, era incostituzionale. Solo che questa volta, pur di affossare il Melonellum, come direbbe l’ex ministro socialista Rino Formica, la sinistra è arrivata ad arruolare nani e ballerine.
