Sospese le pubblicazioni del quotidiano l'Unità diretto da Piero Sansonetti. Ne dà notizia Romeo Editore, che nel 2022 aveva rilevato la storica testata comunista sottraendola a un fallimento. La decisione di bloccare le rotative arriva dopo la chiusura della trattativa con il Partito Democratico.
L'editore tiene a far sapere che fin dall'inizio aveva in mente un duplice obiettivo: assicurare al giornale una gestione corretta dal punto di vista economico-finanziario e, cosa non meno importante, custodirne la storia, ma con l'intento dichiarato di riportare la testata alla comunità politica e culturale che l’ha generata. Proprio su questo secondo punto si era aperto un confronto con il Pd. Romeo Editore sostiene di aver dato la disponibilità a cedere la testata a un prezzo simbolico, sottolineando inoltre come l’operazione non fosse mai stata guidata da logiche di profitto, ma dalla volontà di preservare e poi restituire il giornale al suo contesto originario.
Il dialogo tra le due parti, stando alla ricostruzione dell’editore, sembrava procedere bene, lasciando intravedere uno sviluppo positivo. Poi però il Pd ci ha ripensato (verrebbe da chiedersi perché), bloccando la trattativa. "Venuta meno la prospettiva che aveva giustificato l’impegno degli ultimi tre anni - aggiunge l'editore - e considerando le ulteriori perdite di esercizio accumulate nel frattempo, Romeo Editore annuncia di essere costretta a sospendere le pubblicazioni. Nella nota, l’editore ringrazia la redazione, i collaboratori e i lettori che in questi tre anni hanno consentito la continuità di una testata che, sottolinea, appartiene alla storia del Paese".
Secondo alcune indiscrezioni al Pd non sarebbe andata giù la richiesta dell'imprenditore Alfredo Romeo di restare nella proprietà, sia pure con una quota di minoranza.
Fondato nel 1924 da Antonio Gramsci come organo del Partito comunista italiano, in seguito fu il giornale del Pds (1991-1998), dei Democratici di sinistra (1998-2007) e del Pd (2007-2017). Il giornale ha vissuto diverse vicissitudini e chiusure. Il numero di mercoledì 30 luglio 2014 uscì in bianco: 125 milioni di euro i debiti accumulati con le banche, in gran parte coperti dallo Stato, che provò a rivalersi, senza riuscirci, sulle proprietà immobiliari del Pd. Il 30 giugno 2015 il giornale tornò in edicola, con una nuiova veste grafica e un nuovo assetto azionario. Nel giro di due anni la crisi si ripropone. Cambiano i direttori e gli azionisti ma, il 3 giugno 2017, arriva un nuovo stop (il terzo) delle pubblicazioni, dopo essere uscito solo in versione Pdf (online) per un breve periodo.
Nell'aprile 2018 il Tribunale di Roma dispone la messa all'asta della testata, lasciando la proprietà dell'archivio storico al gruppo Pessina. Il 25 maggio 2018 il giornale torna in edicola, ma solo per un giorno, a Roma e a Milano, pubblicando un numero per evitare la decadenza della testata. La stessa cosa avviene il 25 maggio 2019, in quell'occasione tra le polemiche, vista che la carica di direttore è assunta da Maurizio Belpietro.
Il 27 luglio 2022 il Tribunale di Roma dichiara fallita la società editrice de l'Unità. La testata viene quindi messa all'asta, vinta dal gruppo Romeo dell'imprenditore Alfredo Romeo, già editore de Il Riformista. Il giornale torna in edicola il 16 maggio 2023 con la firma del direttore Piero Sansonetti.