Maroni: "Mi fido degli impegni scritti, Berlusconi mantiene la parola"

Il leader leghista difende l'accordo con il Pdl: "Negli ultimi dieci anni Berlusconi non ci ha mai ostacolati". E rilancia il progetto sulla macroregione del Nord

Maroni: "Mi fido degli impegni scritti, Berlusconi mantiene la parola"
Roberto Maroni durante la conferenza stampa organizzata nella sede della Lega Nord

Ci provano a screditare l'intesa raggiunta tra il Pdl e la Lega Nord. Sia Pierluigi Bersani sia Pierferdinando Casini hanno subito salutato il rinnovato asse, che rinsalda il centrodestra, con insulti, sberleffi e accuse: entrambi temono, infatti, che le cose possono mettersi davvero male. Da quando Silvio Berlusconi ha deciso di impegnarsi nuovamente per federare il centrodestra, il Pdl è risalito nei sondaggi e le possibilità di una vittoria della sinistra alle politiche di fine febbraio si sono fatte sempre più esigue.

"Io mi fido degli impegni scritti, del resto Berlusconi è una persona che quando prende un impegno, soprattutto scritto, lo mantiene", ha risposto Roberto Maroni ad alcune telefonate dei militati leghisti su Radio Padania. Oggi pomeriggio il segretario del Carroccio ha risposto per un’ora a un filo diretto con gli ascoltatori, alcuni dei quali hanno chiesto chiarimenti sulla rinnovata alleanza con il Pdl. Uno in particolare ha chiesto a Maroni se Berlusconi non possa "fregare" il Carroccio. "Io mi fido degli impegni scritti e lo dico non perchè Berlusconi è presidente del Milan - ha chiarito il leader lumbard - ma perché la mia esperienza decennale di governo con lui va in questa direzione: quando ero ministro Berlusconi e il suo partito mi hanno sempre assecondato e mai ostacolato". Maroni ha riconosciuto che, nelle ultime settimane, c’è stato un cambio di atteggiamento da parte dei vertici del Pdl, senza il quale probabilmente non sarebbe stato possibile tornare alleati alle elezioni. "Il Pdl ha detto cose importanti contro l’Imu e le tasse di Monti", ha ricordato l'ex ministro dell'Interno rassicurando i miliatnti spiegando che è più pratico guardare al futuro.

L'accordo con il Pdl passa, in primis, attraverso le elezioni in Regione Lombardia. Qui Maroni si è, infatti, candidato a guidare il Pirellone. "Il progetto di macroregione e del 75% di tasse sul territorio entrano nel programma delle elezioni politiche, non solo di quelle in Lombardia, quindi vale per tutto il Pdl e anche per le regioni del Sud", ha continuato Maroni raccontando di avere convinto Berlusconi a firmare l’accordo sulle tasse perché non penalizza nessuno, ma introduce il principio di responsabilità. Proprio per questo, alle regionali lombarde, Maroni spera che gli elettori superino gli schieramenti ideologici e guardino piuttosto ai contenuti e alla storia personale. "Io ho fatto il ministro, tra i miei avversari ce ne è qualcuno che non ha avuto esperienze di governo di alcun tipo", ha continuato Maroni senza fare nomi ma osservando che "per guidare la Regione Lombardia ci vogliono capacità, competenza e una storia personale che possa garantire azioni di successo". L’ex titolare del Viminale ha, infine, ribadito la convinzione sulla collocazione del Carroccio nell’attuale fase politica sostenendo che la Lega non è né di destra né di sinistra: "È del Nord e ha l’ambizione di rappresentare la società del nord".

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