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La moda delle lame in tasca. Allarme coltelli tra i banchi. "Decreto sicurezza subito"

Precedenti a Roma, Milano e Treviso. Valditara: "Caso gravissimo". Lega in pressing sulla nuova normativa

La moda delle lame in tasca. Allarme coltelli tra i banchi. "Decreto sicurezza subito"
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Dovrebbero essere luoghi sicuri, dove temere al massimo un brutto voto sul registro. Invece le aule scolastiche sono sempre più spesso scenari violenti. Non solo aggressioni fisiche o verbali, baby gang e bulli. Preoccupa sempre di più la facilità con cui nelle classi può saltare fuori qualche coltello. Così che, in un attimo, anche una bravata possa trasformarsi in un dramma. Come sta accadendo da tempo in Francia dove, fuori dalle scuole, sono partite le campagne "Stop couteaux" per convincere gli studenti a non infilare le lame nello zaino.

Ma è la "moda" del momento: girare con il coltellino nel giubbotto e maneggiarlo con la stessa nonchalance con cui si usa il telefonino. O farselo regalare come si fa con felpe fake e Adidas. L'ultimo rapporto di Criminalpol rivela che l'incidenza dei delitti commessi dagli under 18 si attesti all'11 per cento degli omicidi 2024: era del 3 per cento l'anno prima. Ma c'è un dato, più sommerso, che dovrebbe preoccupare ancora di più: l'aumento della violenza immotivata, gratuita o per motivi futili.

Non accade solo nelle periferie. Le cronache sono piene di episodi, anche se non tutti gravi come quello di ieri, comunque preoccupanti. "Un caso gravissimo. Provo grande dolore per la morte del giovane studente di La Spezia, una tragedia che colpisce profondamente la comunità scolastica e l'intero Paese. Esprimo il mio cordoglio alla famiglia della vittima, ai compagni di scuola, ai docenti e a tutto il personale dell'istituto", il commento del ministro dell'Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara.

A Napoli c'è un piano, voluto dal prefetto, che prevede controlli con i metal detector per evitare che si possa entrare con qualche lama in classe. È capitato anche a Roma, Milano, Treviso. Un anno fa è stata Valeria Pirone, dirigente scolastica dell'istituto Marie Curie di Ponticelli, la prima a invocare i controlli con i metal detector davanti alle scuole per evitare che i ragazzi portassero armi: "La facilità con cui i ragazzi entrano in possesso dei coltelli è una questione che va affrontata con urgenza, nella consapevolezza che il fenomeno non riguarda più soltanto le periferie o i contesti socialmente più fragili, ma coinvolge ormai tutti". Servono controlli - dice - ma anche attività mirate e sensibilizzazione costante. Oltre a interventi sul piano normativo per limitare la reperibilità delle armi bianche.

È in questa direzione che si sta muovendo anche il governo con il pacchetto sicurezza presentato alla Camera. La tolleranza zero sui coltelli è uno dei punti del provvedimento: non potranno essere venduti ai minori sia nei negozi fisici che sulle piattaforme online. Previste anche multe ai genitori che omettono di vigilare sui figli. Ma alla luce della tragedia di ieri il governo vuole accelerare. "Quanto accaduto a La Spezia è un fatto gravissimo. Il pacchetto sicurezza intercetta questo disagio e credo debba essere fatta una riflessione su un'ulteriore anticipo di queste utili e dettagliate norme sul divieto dei coltelli ai minori attraverso un decreto", osserva il sottosegretario all'Interno, Nicola Molteni. Per il vicepremier Matteo Salvini "quanto accaduto nella scuola di La Spezia è gravissimo e preoccupante. Tra i banchi si portano libri e matite, non coltelli e armi. Al lavoro per misure ancora più restrittive e tolleranza zero". "Un dolore che colpisce tutto il Paese e obbliga a impegnarci nel far comprendere ai nostri ragazzi il valore della vita e il concetto che dalla violenza non può nascere nulla", commenta il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo.

Lo scorso 23 gennaio a Roma è una lite fuori scuola tra due 17enni a finire nel sangue: prima una spallata a ricreazione tra la vittima e l'aggressore, poi quest'ultimo che chiama un amico per farsi giustizia all'uscita con una lama. Ha solo 12 anni l'alunna che nel novembre del 2024 a Santa Maria delle Mole, in provincia di Roma, colpisce con un coltello da cucina un compagno che aveva fatto la spia.

A febbraio dello stesso anno in una scuola del milanese uno studente di 15 anni viene ferito a una coscia da un 18enne: un agguato legato a una ragazza. Litigavano per una merendina i due minorenni protagonisti di un episodio avvenuto in una scuola di Treviso nel febbraio del 2023: la discussione davanti a un distributore automatico è finita con un colpo di taglierino.

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