nostro inviato a Roma
A minacciare di morte il tenente colonnello Gianfranco Paglia è stato un paracadutista di origine romena che risiede in Toscana. Il consigliere del ministro della Difesa rivela il dettaglio al Giornale, e aggiunge: «Si fa peccato a pensar male ma fa proprio strano che, tra tanti paracadutisti, a minacciarmi di morte, sia stata proprio una persona nata in Romania». Forse il militare ha dei sospetti. Il colonnello, medaglia d’oro al valore, non nomina mai Roberto Vannacci. Certo, il dispiacere si percepisce. Paglia, ad agosto scorso, era ospite a Filorosso, in Tv. «Il pensiero di Vannacci non è quello della Difesa», ha detto rivolgendosi alle telecamere. E ancora: «A noi non interessa ciò che i nostri soldati fanno in camera da letto, o che colore di pelle hanno. Ciò che conta è servire il Paese nel miglior modo possibile». La visione del mondo del leader di Futuro nazionale non è quella del tenente colonnello: è noto. Dopo l’intervento televisivo, si è abbattuta una valanga di critiche e commenti social. Tra le tante frasi: «Se fosse per me basterebbe un 7.62.
Canemorto». Paglia ha deciso di passare alle vie legali «per far calmare coloro che a volte scrivono cose insensate». E poi: «L’aspetto triste - ci confida - è che a farlo sia stato un paracadutista di leva. E che generali in pensione abbiano cavalcato la merda mediatica arrivata dai social. Continuerò a dire che il soldato italiano è un’altra cosa».
