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Modena, le reazioni della politica all'intervista del Giornale: "No all'accoglienza di chi serba odio verso l'Occidente"

Salvini: “Non era un disadattato”. Le reazioni del mondo della politica da Kelany a Craxi, da Costa a Montaruli

Modena, le reazioni della politica all'intervista del Giornale: "No all'accoglienza di chi serba odio verso l'Occidente"
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“Se va in giro col coltello in macchina, falcia la gente a 100 all'ora in centro a Modena e scrive bastardi cristiani e inneggia ad Allah in arabo su profili chiusi da Facebook (e ce ne vuole di impegno per Facebook per chiudere i profili) evidentemente è ancora più grave. Nel senso che non era un disadattato che viveva sotto un ponte isolato dal resto del mondo ma addirittura laureato”. Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini ha commentato così, a Radio 24, quanto sta uscendo in queste ore sull’attentatore di Modena Salim El Koudri. Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, invece, ha rilasciato un’intervista esclusiva a Il Giornale nella quale ha fatto il punto della situazione professando prudenza ma, al tempo stesso, mettendo in guardia da facili semplificazioni: “Sarebbe un errore archiviare tutto con una spiegazione semplicistica o rassicurante”.

Tanti i commenti degli esponenti politici che in queste ore hanno abbracciato la linea del ministro, chiedendo attenzione sul fenomeno. “Il tentativo di minimizzare quanto accaduto a Modena, catalogando il profilo di El Koudri esclusivamente come un pazzo è profondamente sbagliato”, ha dichiarato Silvia Sardone, europarlamentare e vicesegretario della Lega. “Come giustamente rivela il ministro Piantedosi ci sono molti elementi da approfondire a partire dalle mail blasfeme e contro i cristiani e dal suo risentimento verso il nostro Paese. Qualche anno fa, forse lo ricorderete, un uomo senegalese, e cittadino italiano, dirottò un bus e prese in ostaggio 50 bambini con l'intenzione di compiere un gesto eclatante”, ha ricordato l’onorevole, sottolineando che”il piano fu sventato grazie al coraggio degli stessi studenti e dei professori, che riuscirono a dare l'allarme e a far intervenire le forze dell'ordine prima che il mezzo venisse incendiato”. Anche in quel caso, ha aggiunto, “l’accusato fu inizialmente descritto come pazzo, poi però è stato condannato a 20 anni di carcere. Questa tendenza della stampa di ‘giustificare’ questi atti orrendi è purtroppo nota in tutta Europa: sono tanti gli episodi simili che sono stati ridotti a gesti isolati di profili psichiatrici”.

Per Sara Kelany, deputata di Fratelli d’Italia e responsabile del dipartimento immigrazione del partito, “il ministro è stato chiaro e molto equilibrato nella sua analisi e allo stato, pur verosimilmente escludendo piste di natura terroristica, occorre analizzare approfonditamente il pregresso di questo soggetto”. Le eventuali compromissioni psichiatriche, ci ha tenuto a sottolinearlo, “non escludono affatto che possa trattarsi di un atto emulativo. Le prese di posizione ideologiche che minimizzano la gravità del fatto costituiscono esse stesse un pericolo per la sicurezza dei cittadini. È comunque importante ricordare che questo governo sin dal suo insediamento, con competenza e pragmatismo, tiene alta la guardia contro fenomeni di integralismo e radicalizzazione”. Anche l’europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi sposa la linea di prudenza del ministro e del rispetto del lavoro degli investigatori, ma “i messaggi di odio anticristiano sono sempre più frequenti. Solidarietà alle vittime: in Europa non c’è spazio per fanatismo, violenza e intolleranza religiosa”. E aggiunge una riflessione che dovrebbe essere centrale nell’analisi dei prossimi giorni per capire cosa sta accadendo in Europa: “Quando alla mancata integrazione di milioni di immigrati si sommano fragilità psichiatriche e isolamento sociale, il rischio è quello di creare una vera bomba sociale. I rimpatri devono aumentare anche per soggetti a rischio come questi. Altrimenti a rimetterci saranno sempre le persone innocenti”.

Anche Enrico Costa, capogruppo di Forza Italia alla Camera, è intervenuto, ribadendo che “​​quanto successo a Modena è gravissimo e nessuna verifica va tralasciata. L'approccio del ,inistro Piantedosi è serio e apprezzabile. Attendere il lavoro degli inquirenti, proseguire con gli approfondimenti e trarre le conclusioni sulla base di un quadro completo è un approccio istituzionale corretto”. Il senatore leghista Massimiliano Romeo ha evidenziato che “quello che ha detto il ministro Piantedosi deve invitare tutti noi a fare una seria riflessione: non possiamo accogliere nel nostro paese e dare la cittadinanza italiana a chi, anziché aderire ai valori della nazione che lo ospita ed esprimere, perché no un po’ di riconoscenza, ha in serbo l’odio nei confronti dell’Occidente. Va rivista tutta la normativa e serve più coraggio anche da parte del governo”. Stefania Craxi, capogruppo di Forza Italia al Senato ha ribadito che “quello che è accaduto a Modena è gravissimo” ma “prima di arrivare a giudizi definitivi è fondamentale consentire agli inquirenti di portare avanti tutte le verifiche necessarie, così da ricostruire i fatti in maniera completa”. È questo, ha aggiunto, “il comportamento che ci si aspetta dalle istituzioni nei momenti più delicati. Il Ministro Piantedosi sta seguendo esattamente questa strada, improntata alla prudenza, al senso di responsabilità, all’equilibrio e al massimo rigore. L’episodio richiama comunque l’urgenza di rafforzare l’attenzione sulla salute mentale e sugli strumenti di prevenzione e presa in carico dei casi più complessi”.

Augusta Montaruli, onorevole di Fratelli d’Italia, ha dichiarato che “in attesa che gli inquirenti chiariscano la matrice dell’attentato di Modena, è comunque evidente che l’ideologia immigrazionista della sinistra, ha fallito. Non ritenendo l’immigrazione pericolosa neanche quando illegale, non ha mai lavorato sull’integrazione e questi sono i risultati che oggi noi siamo chiamati a risolvere”. Il senatore Marco Lisei ha dichiarato: “Ringraziamo la Presidente Meloni ed il Presidente Mattarella per l'attenzione alla comunità modenese ed emiliana fortemente scossa.

Siamo molto preoccupati, non si può derubricare in modo semplicistico l'accaduto solo come ‘follia’ perché il problema delle ‘seconde generazioni’ e dell'integralismo è molto preoccupante e bene ha fatto il Governo Meloni sino ad ora a non sottovalutarlo”.

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