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Morassut e gli altri: tutti i dem che davano Martella vincente a Venezia

Nel Pd il successo sembrava già scritto tra sondaggi, comizi e post social. Ma la sfida simbolo nella città lagunare si è chiusa con una gelata

Morassut e gli altri: tutti i dem che davano Martella vincente a Venezia
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Le elezioni comunali a Venezia sono state il “piatto forte” di quest’ultima tornata elettorale. Una sfida su cui il centrosinistra ha puntato tutte le sue fiches nella convinzione che, dopo la vittoria del No al referendum sulla giustizia, il vento fosse cambiato e che la strada verso la vittoria alle Politiche dell’anno prossimo fosse in discesa.

"Da qui mandiamo a casa Meloni", aveva detto la segretaria del Pd Elly Schlein durante un comizio tenuto nella città lagunare accanto al candidato sindaco del centrosinistra, il senatore Andrea Martella, segretario regionale del partito in Veneto. Una vittoria che sembrava alla portata di tutti in virtù anche dei sondaggi favorevoli degli ultimi giorni. Più si avvicinava l’appuntamento con le urne e più cresceva l’ottimismo dentro la coalizione di centrosinistra e, soprattutto, dentro il Pd. La vittoria sembrava così a portata di mano che, domenica pomeriggio, mentre la consultazione era ancora in corso, il deputato romano Roberto Morassut si era spinto a decretare anzitempo la vittoria del collega di partito. “Caro Andrea, sono felice per te e per Venezia per il successo che coronerà questa tua lunga e profonda campagna elettorale”, aveva scritto con grande sicumera sul suo profilo Facebook, convinto che le urne avrebbero riconsegnato Venezia al centrosinistra dopo 10 anni di governo di Luigi Brugnaro, primo sindaco di centrodestra del capoluogo del Veneto. “So, conoscendo la tua competenza, il tuo equilibrio e la tua passione che saprai restituire a Venezia l’orgoglio che merita e il ruolo che le spetta nel mondo”, era l’augurio di Morassut che, nei primi anni di vita del Partito Democratico ha animato insieme a Martella la corrente dei veltroniani esponenti della Fondazione ‘Democratica’. “Questo tuo successo sarà un viatico per prossimi futuri successi democratici che l’Italia attende per riprendere il cammino verso l’Europa, nella democrazia, nella giustizia sociale e nella Pace.

Forza Andre, forza amico mio!”, si legge in conclusione al post che era persino corredato di una foto che ritrae i due parlamentari dem in posa, uno accanto all’altro. Un auspicio o una gufata involontaria? Chissà, di sicuro è stato un azzardo di questo tipo ricorda molto l’invettiva di Piero Fassino che invitò Beppe Grillo a scendere in politica e a fondare un suo partito…

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