Trieste Vela, politica, compagna Pd e faccia da bravo ragazzo hanno lanciato Mitja Gialuz a candidato sindaco per Trieste. Grazie ad una lista di firme della «società civile», che qualcuno, però, non aveva autorizzato a pubblicare sotto l’appello «Futuro in Comune».
Gialuz dal 2014 è il patron della Barcolana, una delle più belle regate d’Europa, come presidente della Società velica che organizza l’evento da 58 anni. «Era chiaro che almeno negli ultimi tre meditava di utilizzare la Barcolana come volano per la discesa in campo. Una parte dei soci plaude, ma tanti altri no» spiega al Giornale, Franco Bandelli, iscritto alla Società velica Barcola-Grignano, candidato sindaco anni fa e oggi di Forza Italia. Suo padre, Ennio, è il Commodoro, socio storico.
La compagna di Gialuz è la deputata Pd, Debora Serracchiani. Il candidato del centro sinistra è professore ordinario di Procedura penale all’Università di Genova. Faccia da moderato ha fatto parte del Comitato per il No al referendum sulla Giustizia. Il suo nome, per il voto comunale del prossimo anno, circolava da tempo, ma fino a metà ottobre, quando ha presentato i risultati dell’ultima regata, alle domande sulla candidatura rispondeva come un «muro di gomma col sorriso». Sei giorni dopo è sceso in campo con 268 firme, anche se il Giornale ha scoperto che qualcuno non ha dato l’autorizzazione. Un «vizietto» della sinistra: nelle precedenti elezioni comunali lo aveva fatto, sempre con la società civile, l’apparatchik del Pd, Francesco Russo, spodestato nell’attuale corsa da Gialuz. Lo chef stellato Matteo Metullio e lo stesso Gialuz si erano ritrovati come firmatari e hanno smentito di avere dato l’autorizzazione. Mitja aveva dichiarato che come presidente della Barcolana, trasversale e apartitica «la mia firma nell’elenco non ci può stare». Per il nuovo appello del 2027 a suo favore, fra i primi cinque firmatari chiave, spicca Massimo Patrizio, responsabile relazioni esterne per la Svbg, che organizza la regata. «Quando ho visto la sua firma sono inorridito - sottolinea Bandelli - La Barcolana deve rimanere totalmente al di sopra delle parti». E fa notare che lo scorso anno i soci hanno cambiato lo statuto «altrimenti Gialuz non poteva ottenere un nuovo mandato come presidente» per arrivare alla candidatura. Nell’appello della «società civile» si legge che «nei dieci anni alla guida della Barcolana ha dimostrato capacità organizzative e gestionali, rafforzandone la dimensione internazionale e il valore per la città». Vero, ma con un doppio fine elettorale.
Il sindaco uscente di centro destra, Roberto Dipiazza, che ha esaurito i mandati, dichiara al Giornale: «Lo sapevamo tutti che la Barcolana era una campagna elettorale. Gialuz mi è pure simpatico, ma sono preoccupato della sinistra. Se vincesse chi saranno il vice e gli assessori?». Il patron della vela candidato ha sempre sulla copertina della pagina Facebook la foto della distesa di barche della Barcolana, ma adesso pontifica di politica.
