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“Non può scattare un premio-monstre: c’è il tetto degli eletti”

Parla il costituzionalista Alessandro Sterpa: “Un bravo sindaco che si candida alla Camera porterà cittadini che lo apprezzano a votare, ci sarà più democrazia e ricambio della classe dirigente”

Alessandro Sterpa
Foto LaPresse - Stefano Costantino 28/10/2016 Roma (ITA) Politica Presentazione del Comitato per il Si al Referendum del 4 Dicembre 'Basta un SI per lo sviluppo e il lavoro' presso la sala Nassirya, Senato della Repubblica in Roma, Italia. Con la partecipazione del ministro Maria Elena Boschi. Nella foto: Alessandro Sterpa Photo LaPresse - Stefano Costantino 28/10/2016 Roma (ITA) Politics Presentation the Committee for the YES for Referendum of December 4 'Just a YES for the development and the work' at the Nasiriyah hall, Senate of the Republic in Rome, Italy. With the participation of Minister Maria Elena Boschi. In the pic: Alessandro Sterpa

Alessandro Sterpa è un costituzionalista che non ama la «guerra santa» di alcuni colleghi contro la nuova legge elettorale, né gli «isterismi dell’appellite» su ogni norma sgradita. Professore di diritto costituzionale e pubblico all’università della Tuscia, contesta alcune fake news sullo Stabilicum.

Il presidente dell’Associazione costituzionalisti Renato Balduzzi afferma che è abnorme un premio di maggioranza di 105 parlamentari su 600 per la forza politica vincente con il 42%.

«Non è molto alto, in Regioni e Comuni è di più. Nella Toscana di centrosinistra, se arrivi al minimo del 40% hai un premio del 15% e non del 13% come nella legge nazionale. Nei grandi Comuni per avere la maggioranza assoluta serve il 40%. La Consulta ha già detto che una legge elettorale per garantire la governabilità può distorcere un po’ la rappresentanza, senza eccessi, ma se percentuali di distorsione più alta già esistono non è questo il caso».

Per Balduzzi, se una coalizione arrivasse al 49% con il listone nazionale otterrebbe una maggioranza monstre.

«Al 49% non si somma il 13% perché c’è un tetto massimo 220 parlamentari (55%) alla Camera e di 113 al Senato. Nessuno può stravincere, si resta sotto i 3/5 dei voti necessari per eleggere giudici costituzionali e i laici del Csm».

La Consulta potrebbe colpire l’intero impianto della legge bocciando alcuni punti?

«La Corte ha già detto che se tocca la legge elettorale la normativa di risulta deve garantire che si possa andare al voto. Può bocciarla su singoli aspetti ma non stravolgerla, perché il suo compito non è definire un indirizzo politico, come vorrebbero alcuni colleghi».

Per i ricorsi si mobilitano giuristi, scrittori, attori

«Lo chiamo protocollo di salvezza della Repubblica ed è pericoloso, perché indebolisce la Costituzione facendone uno strumento di lotta politica, oltre a dare un’idea sbagliata dei processi costituzionali».

Se però attacca il presidente dei costituzionalisti..

«Lui stesso dice di parlare a titolo personale, d’altronde noi costituzionalisti siamo 400 e spesso divisi. Se un gruppo segnala dei problemi non fornisce patenti di costituzionalità né anticipa sentenze della Corte».

Indicare il candidato presidente del Consiglio è un modo surrettizio di introdurre il premierato?

«Comporta chiarezza e trasparenza, dunque favorisce la partecipazione dei cittadini».

E il ritorno alle preferenze?

«Un bravo sindaco che si candida alla Camera porterà cittadini che lo apprezzano a votare, ci sarà più democrazia e ricambio della classe dirigente. Con le liste bloccate bastava la fedeltà al leader di turno, così serve la prova del territorio».