Nuova tragedia provocata dai soccorsi: dodici annegati

RagusaIl mare è un cimitero. Si aggiungono nuovi morti ai nove di qualche giorno fa, di cui sono stati rinvenuti soltanto tre cadaveri.
Stavolta il numero va dai sette ai 12 dispersi, secondo le testimonianze dei superstiti, un centinaio giunti mercoledì sera al Porto di Pozzallo. Come gli immigrati di qualche giorno fa, questi hanno trovato la morte mentre cercavano di salire a bordo di una nave che li stava soccorrendo; una cementiera battente bandiera panamense che li ha raggiunti in acque libiche. È il terzo incidente identico in pochi giorni.
Stavolta però il comandante della motonave «soccorritrice» ha omesso il «particolare». Lui, dopo aver scaricato i superstiti a Pozzallo, ha raccontato che non si erano verificati problemi, ricevendo, dunque, l'autorizzazione dall'autorità portuale a ripartire.
Il procuratore della Repubblica di Ragusa, Carmelo Petralia, ha aperto un'inchiesta. Il comandante, la cui identità è al vaglio della Squadra mobile di Ragusa, rischia di essere accusato di diverse ipotesi di reato, tra cui quella di omissione di atti d'ufficio e altri inerenti il codice della navigazione.
Soltanto qualche giorno fa lo stesso scenario si è presentato in due occasioni distinte. All'arrivo del mercantile Norient Star, battente bandiera maltese, sedici immigrati sono riusciti a salire a bordo della nave, ma, a causa di movimenti inconsulti degli stessi clandestini che si affrettavano a raggiungere la scaletta lanciata dai soccorritori, è avvenuto lo strappo del golfare con la conseguente foratura del tubolare del gommone, che si è sgonfiato.
Malgrado fossero provvisti di giubbotto di salvataggio, lanciato da un'altra motonave maltese subito dopo allontanatasi per altro caso di soccorso, per cinque immigrati finiti in acqua non c'è stato scampo. Tre sono stati recuperati senza vita, due risultano tuttora dispersi.
Su un altro gommone gli immigrati erano 111, di questi quattro sono spariti dopo essere caduti in acqua per la foga di salire a bordo della bananiera Peruvian Reefer (Bahamas).
Le polemiche divampano, ma il nostro governo risponde ribadendo che l'operazione Mare Nostrum, continuerà. L'autentica trasmigrazione di un intere popolazioni sembra dunque destinata a proseguire drammaticamente.
E se prima di Mare Nostrum le carrette del mare giungevano fino alle coste siciliane, dovendo fare i conti con la sorveglianza delle forze dell'ordine, da mesi si è passati alla prassi dell'Sos lanciato a metà percorso, per ottenere i soccorsi direttamente in mare.
Così adesso iniziano a giungere gommoni senza scafisti o con gente inesperta al timone arruolata in Libia per la traversata.

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